La Casa di Carta: 10 curiosità che forse non sai

07/05/2020

La piattaforma on demand Netflix, che ha decretato il successo mondiale della serie spagnola, ha svelato alcuni curiosi retroscena sulla pazza banda delle tute rosse guidate dal “Professore”. Forse non avresti mai detto che… 

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Netflix ha svelato dieci curiosità inedite su “La casa di carta”, la serie tv spagnola diventata ormai un culto globale.

E pensare che il successo non è stato immediato. La prima versione della serie, infatti, aveva debuttato nel maggio del 2017 sul canale iberico Antena 3, senza troppo clamore.

Il servizio di intrattenimento in streaming più famoso nel mondo è riuscito ad acquisirne i diritti e a trasmetterli alla fine dello stesso anno, facendo ottenere agli ormai celebri banditi dalle tute rosse e con la maschera di Dalì sul viso una popolarità planetaria.

Ecco almeno una decina di chicche e aneddoti inediti imperdibili per gli appassionati della serie.


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“La Casa di Carta”: titolo della serie e nomi diversi

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1) TITOLO

Prima che si chiamasse “La Casa di Carta”, durante le riprese il titolo era “Los Desahuciados”, ovvero “I disperati”. Poi è stato cambiato ne “La Casa de Papel”, il titolo spagnolo della serie. In inglese è diventata “Money Heist”.

2) NOMI IN CODICE

Mosca (Paco Tous) doveva essere Chernobyl. Nairobi (Alba Flores) Camerun. Oslo (Roberto Garcia) Valencia
Tutte e tre le città, in realtà, sono ancora presenti nella serie come nomi in codice degli omonimi piani.

3) VOCE NARRANTE 

Secondo gli autori, originariamente doveva essere il Professore (Álvaro Morte) il narratore della serie. Ma poi hanno ritenuto che il racconto in prima persona del suo piano, folle quanto geniale, fosse un vezzo troppo narcisistico. Allora hanno pensato a Mosca, il padre di Denver (Jaime Lorente), per conferire un tono più leggero e informale allo storytelling. Alla fine, tuttavia, hanno scelto Tokyo (Úrsula Corberó) per dare una prospettiva femminile in un ambiente prevalentemente maschile.

“La Casa di Carta”: le location delle riprese “con riciclo”

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4) SET ESTERNI

Le parti 1 e 2 sono ambientate alla Zecca di Stato spagnola. Ma le riprese sono avvenute altrove. L’edificio del Consiglio Nazionale della Ricerca Spagnolo è stato usato come sostituto della Zecca di Stato spagnola. Le due location si trovano a soli 35 minuti l’uno dall’altro a Madrid. Anche le parti 3 e 4 sono state girate altrove, utilizzando un complesso governativo chiamato “Nuovi Ministeri”, come sostituto della Banca di Spagna.

5) INTERNI 

Il set degli interni della Zecca di Stato è stato usato anche per “Vis a Vis – Il prezzo del riscatto”, che si svolge dentro un carcere femminile spagnolo. Entrambe le serie sono dello stesso autore, Alex Pina. Non solo. In tutte e due le serie recitano Alba Flores (Nairobi) e Najwa Nimri (Alicia Sierra).


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6) DENARO

Per avere banconote realistiche, la produzione della serie è ricorsa alle macchine da stampa del quotidiano iberico “ABC”. Tutti i bigliettoni che vediamo sono stati stampati su carta di giornale. Sono stati realizzati fino a 2.600 esemplari.

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7) CAMEI

Alcuni membri della troupe compaiono in un cameo: è il caso di Alejandro Bazzano, regista, interpreta un medico chiurigo, e di Daniel Higueras, primo aiuto regista, nei panni di un commesso in un negozio dove entra Lisbona/Raquel Murillo (Itziar Ituño).

“La Casa di Carta”: citazioni d’autore, da Tarantino a Besson

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8) ISPIRAZIONI CULT

L’ideatore Alex Pina ha confermato di essersi ispirato a pietre miliari del cinema mondiale per alcuni dettagli de “La Casa di Carta”. Pronti? L’utilizzo di nomi di città è tratto dai nomi di colori usati ne “Le Iene” di Quentin Tarantino del 1992. Il look di Tokyo è ispirato alla “Mathilda” interpretata da Natalie Portman in “Leon” diretto da Luc Besson nel 1995.

9) MASCHERE

Lo showrunner Javier Gomez Santander ha rivelato che le maschere di Dalì che usano i membri della banda per coprirsi il volto – e nascondere quello degli ostaggi in alcuni momenti per depistare le Forze dell’Ordine – non sarebbero state l’unica scelta possibile. Autori e produzione stavano considerando la possibilità di usare anche l’immagine di Don Chisciotte, per evidenziare filoni quali follia, genio e romanticismo. Ma alla fine avrebbero scelto Dalì in quanto di maggiore effetto.

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10) CIFRE RECORD

I numeri da capogiro de “La Casa di Carta”: più di 34 milioni di spettatori nel mondo, terza serie vista su Imdb e prima serie in lingua spagnola sempre su Imdb (acronimo di Internet Movie Database, un sito web di proprietà di Amazon.com che gestisce informazioni su film, attori, registi, produzione, programmi tv e videogiochi).

Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
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