Lapo Elkann, confessione: “Da 20 anni con i narcotici anonimi”

03/11/2020

In un’intervista al “Corriere”, Lapo Elkann, nipote di Gianni Agnelli, ha raccontato il suo presente e il suo futuro, dalla Onlus Laps alla sua fidanzata Joana, e ha ripercorso alcune tappe cruciali del suo passato. Elkann ha parlato anche delle dipendenze di cui ha sofferto e della frequentazione ventennale con i narcotici anonimi. 

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Il passato è alle spalle e conta invece costruire il presente e il futuro.

È quello che Lapo Elkann ha ripetuto più volte nell’intervista rilasciata a Candida Morvillo sul “Corriere della Sera”, frutto di una chiacchierata di tre ore.

Lapo Elkann e l’incontro col baby killer

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Oltre ai vari progetti imprenditoriali che continua a portare avanti, Elkann ha molto a cuore la sua Onlus Laps che sostiene i bambini che, come è accaduto a lui, hanno problemi di dislessia e disturbi dell’apprendimento, e di quelli abusati e di chi soffre di dipendenze e discriminazioni o, ancora, di quei “buchi emotivi” che patisce ancora ora.

La svolta per lui è arrivata in questo modo:

“Ero nel carcere di Nisida (in provincia di Napoli, ndr), un ragazzino, arrestato a undici anni, mi fa: Lapo, Lapo, sei figo! Chiedo perché. E lui: perché pippavi e andavi a prostitute. Mi sono sentito rabbrividire”.

Ha continuato Lapo:

“Era un baby killer della camorra, aveva ucciso tre persone. Gli ho chiesto che avrebbe fatto se uno gli avesse dato un’opportunità e mi ha risposto: io, se torno al quartiere, mi do sei mesi di vita, m’importa solo di farmi e di andare a donne. Mi sono sentito male. Mi sono detto: adesso, con tutta la fortuna e i privilegi che hai, ti dai una mossa e vedi di fare la differenza”.

Lapo Elkann: “Non so limitarmi”

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Sulle dipendenze di cui ha sofferto ha detto Lapo:

“Il mio problema non è una “sostanza” in sé, ma il fatto che non so limitarmi. Posso lasciare la coca, ma diventare ossessivo-compulsivo o work alcoholic e lavorare 14 ore al giorno. L’intensità è una forma di sostanza, una dipendenza. Il demone è lì, non dorme, devi sempre domarlo. Da vent’anni, faccio un’ora al giorno con i narcotici anonimi, ho completato “i 12 passi” quattro volte. La sobrietà è il mio orgoglio più grande, perché, senza, non ho niente, rischio di perdere le mie aziende, le persone che amo, me stesso”.


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Racconta Elkann:

Il suo gruppo di narcotici anonimi è in America: “Lo preferisco perché lì si parla di soluzioni, non di problemi”.

Da quest’estate al suo fianco vediamo Joana Lemos, portoghese, ex pilota di rally, oggi attivista, cinque anni più di lui. Ha detto Lapo di lei:

“(…) È una donna che mi porta su ed è la prima che non sta con me per la visibilità o i soldi. Non ci nascondiamo niente. Abbiamo i codici del telefono l’uno dell’altro. È probabilmente la prima volta che non sono birichino, non guardo altrove e non ho più il complesso del seduttore”.

E ancora:

“Prima, ero insicuro e la mia donna doveva piacere agli altri e, quasi quasi, non piaceva a me. Joana, invece, piace a me. Con lei, voglio costruire. Costruire una vita, vedo una prospettiva lunga. Se arrivassero figli, sarei felice”.

Cristina Damante
  • Autrice
  • Esperta in: Gossip, Serie Tv e Reali d'Inghilterra
  • Laureata in Scienze della Comunicazione
  • Fonte Google News
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