Live, caso Genovese: testimone rileva dettagli

14/12/2020

Che cosa è accaduto di nuovo sul “caso Alberto Genovese”? Quali altre rivelazioni shock sono emerse? A Live Non è la d’Urso una testimone racconta cose sconcertanti…

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C’è una nuova rivelazione shock nel “Caso Genovese“. Una ragazza habitué delle sue feste ci mette la faccia e racconta di come per due anni abbia partecipato alle feste dell’imprenditore assumendo droga, presenza pressoché fissa di questi party di lusso. Dove la droga serviva per far sballare prima e perdere sensi poi per poter approfittare indisturbatamente della povera vittima prescelta da Alberto Genovese stesso.

Caso Genovese, due nuovi indagati

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Dopo che la fidanzata di Alberto Genovese Sarah B. è finita nell’inchiesta ed è indagata per  spaccio di droga, anche l’amico Daniele Leali, suo braccio destro, è indagato per droga. E c’è pure una terza violenza sessuale ai danni di una terza ragazza. E c’è anche il giallo del risarcimento da 5 milioni di euro che l’imprenditore e organizzatore delle feste dell’orrore tra lusso e violenze avrebbe proposto alla sua vittima, la diciottenne stuprata a Milano qualche settimana fa.


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Chi procurava la droga, chi invitava le ragazze, chi partecipava allo stupro? Gli inquirenti stanno concentrando proprio su Sarah e su Leali.

Caso Genovese, la testimonianza di Kristina

A Live non è la d’Urso è stata ospite una ragazza di nome Kristina, che ha partecipato per due anni alle feste di Genovese, finché non ha visto una scena scioccante che l’ha sconvolta e ha vissuto su se stessa una esperienza traumatizzante. Ecco cosa ha raccontato a Barbara d’Urso:

Nel giro di Genovese nessuno ha mai parlato, tutti lo hanno sempre coperto perché ci guadagnavano. Le ragazzine sono spesso modelle straniere che non sapevano quello che è successo. Vengono qui solo per qualche settimana per la settimana della moda e per qualche shooting e vengono contattate dai modellari, ragazzi che vanno a caccia dei modelle che hanno bisogno di un lavoro extra. Alcune vengono invitate delle feste, soprattutto quelle che fanno uso di sostanze.

Kristina non ha più contatti con Alberto Genovese

Kristina racconta di quando ha conosciuto Genovese:

Io da due anni non ho più contatti con Alberto Genovese per una storia molto brutta. L’ho conosciuto quando avevo 18-19 anni, per caso. Ero stata invitata da un modellaro, sono finita a casa sua per caso, non lo conoscevo. Durante il pomeriggio a casa sua ha cercato di approcciarmi. Lui non è il mio tipo, non corro dietro a una persona per soldi e gli ho detto di no. Nel tardo pomeriggio oltre allo champagne è arrivata anche la droga. Sono andata alle sue feste per diverse volte.


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La ragazza, che ha scelto di metterci la faccia, racconta poi degli approcci fisici di Alberto Genovese e di un episodio davvero schioccante al quale ha assistito durante un soggiorno a Ibiza:

Lui era sempre molto fisico nel suo approccio, prendeva le ragazze da dietro e ballava con loro in maniera un po’ spinta, ma le ragazze ci stavano anche, non si è mai lamentata nessuna. Non era molesto. Non aveva però l’obiettivo di scegliere una ragazza e di portarsela in camera da letto. Il suo obiettivo era divertirsi. Le feste a Ibiza erano la fotocopia delle feste di Milano. Ci sarò andata anche sette volte in una estate.

Durante una festa sempre a Ibiza eravamo in quattro ragazze. Io ero l’unica a sapere chi fosse Alberto Genovese. Una ragazza della Lituania ha iniziato a provarci con Alberto. E lui era appagato da questa situazione. Poi si sono chiusi in camera e non li abbiamo visti per tre giorni. Ogni tanto lui riappariva con la bottiglia di champagne perché non ci si andasse tutto bene e poi tornava in camera. Il giorno in cui sono andati a Formentera io sono rimasta alla villa. Non sapevo che quella ragazza fosse in villa.

La scoperta shock a Ibiza

Quando le ragazze sono tornate dalla gita a Formentera la scoperta è stata sconcertante:

La sua “coinquilina“ la ragazza che divideva la camera con lei, la trovata nel letto in condizioni pietose, si era vomitata addosso e si era fatta addosso tutto. Noi pensavamo fosse colpa della droga, mai avremmo pensato che le fosse accaduto qualcos’altro. Lei stava malissimo ma non ha voluto che chiamassimo l’ambulanza, non ha assolutamente voluto andare in ospedale. Camminava a gambe divaricate, non parlava più. È stata una scena pazzesca. Stupidamente non abbiamo pensato che le fosse accaduto qualcosa di brutto. Oggi mi sento dannatamente in colpa per non aver fatto per lei qualcosa di più. Mi sento molto colpevole.

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Kristina infine racconta l’episodio che l’ha coinvolta in prima persona. Ha deciso di raccontarlo mettendoci la faccia perché “drogarsi ti porta su una brutta strada e anche durante queste feste devi essere lucida. Io non sono mai arrivata al punto di non essere lucida e forse questa è stata la mia salvezza“. Poi aggiunge : “Mi sembra sbagliato colpevolizzare la ragazza che ha denunciato, di queste cose bisogna parlarne perché se nessuno le parla continueranno”. Ma torniamo al suo racconto:

Genovese ha organizzato la festa del mio compleanno. Io gli ho detto che però non volevo avere nulla a che fare con la droga. Era tanto che non lo vedevo, ho pensato che i valori della vita fossero altri, non avrei mai potuto fare più certe cose che facevano soffrire mia mamma. Lui organizza la festa in un locale. Però continuava a propormi droga, la cocaina rosa per la precisione. Voleva che mi drogassi. Dopo moltissime insistenze alla fine ho ceduto. In villa sono crollata e ho incominciato a piangere disperata, mi sentivo veramente male. Sono scappata via dalla villa, ho preso un volo e non ho più avuto alcun contatto con lui. Me ne sono andata senza dire una parola. Da quel momento si è chiusa la storia mia con quell’ambiente e con Genovese.

Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
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