Martin Scorsese contro Netflix: svaluta il cinema

23/02/2021

Martin Scorsese, regista tra i più celebri degli ultimi trent’anni, ha attaccato duramente le piattaforme di streaming online; l’accusa è quella di svalutare la settima arte, mettendo tutto sullo stesso piano. La riflessione è quindi d’obbligo: è davvero così? Netflix intacca il valore del cinema e delle produzioni cinematografiche?

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Sono diversi anni che le piattaforme di streaming on line, in maniera legale, offrono un servizio a pagamento di streaming di contenuti di ogni tipo; non c’è da sorprendersi che una rivoluzione del genere trovi degli oppositori, soprattutto volti noti del cinema.

L’ultimo attacco viene dal regista dell’iconico Taxi Driver, Martin Scorsese; il luminare della settima arte, in un saggio in onore di Federico Fellini su Harper’s Magazine, ha attaccato duramente Netflix e Amazon Prime, così come l’intera industria di streaming on-line.

«Netflix e Amazon Prime svalutano l’arte cinematografica; queste piattaforme è assurdo come riducano tutto al concetto di contenuto, un termine che ormai viene usato per definire qualsiasi tipologia di immagine in movimento senza distinguere più un film di David Lean dal filmato di un gatto o dagli spot del superbowl».


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Un attacco del genere porta molti a riflettere sulla validità di queste parole, soprattutto se dette da un’eminenza del cinema internazionale come Scorsese.

Netflix svaluta il cinema?

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Martin Scorsese è molto critico nei confronti del fenomeno degli ultimi anni, ma bisogna ricordarsi che lo stesso Scorsese, nel 2019, attaccò i supereroi “perché non possono essere considerati vero cinema”.

Il fenomeno di Netflix non è una novità nel web, siti pirata di streaming on line che venivano chiusi e riaperti in continuazione esistono dai primissimi anni 2000; prima che arrivassero piattaforme di streaming online era già possibile trovare film e serie tv in uno stesso “catalogo”.

Netflix ha portato questo fenomeno su un piano “legale”, ad un prezzo irrisorio; l’attacco di Scorsese infatti va anche all’algoritmo, sempre in vista di miglioramenti, dei famosi “suggerimenti automatici“.

In questo modo, a venir meno, è la democrazia di poter scegliere cosa guardare in autonomia, minando una delle basi del piacere del cinema. Alcune produzioni di Serie tv, non solo produzioni originali Netflix, hanno raggiunto e superato in termini qualitativi e oggettivi molte pellicole del cinema.

Nel 2021, per quanto la guerra etica possa essere sostenuta nelle più alte sfere dei salotti di pensatori illuminati, non si può ancora parlare di cinema di serie A e serie B.


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Le serie tv hanno riportato il focus sul contenuto, sulla qualità che prescinde dal mezzo di distribuzione; un attacco di questo genere è lecito su un piano filosofico e astrale, ma non da un punto di vista di ritorno economico e di fatturato.

Risulta ancor più pazzesco attaccare un colosso come Netflix che, in un anno che ha messo a dura prova attori e registi, ha continuato a far girare gli ingranaggi del mondo del cinema.

Per quanto Martin Scorsese abbia regalato grandi perle al cinema dei nostri giorni, essere restii al cambiamento senza fare qualcosa per migliorarlo, è controproducente e tristemente anacronistico.

 

Vito Girelli
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