Massimo Giletti stremato: “Mi sento molto solo”

- 24/09/2020

In un’intervista al settimanale “DiPiù Tv”, Massimo Giletti ha spiegato come è cambiata la sua vita da quando è stato messo sotto scorta, dopo le minacce di un boss mafioso. Il giornalista, che torna con “Non è l’Arena” su La 7 il 27 settembre, ha ammesso di essere stato lasciato solo. Il supporto gli arriva dalla sua famiglia. 


Massimo-Giletti

Massimo Giletti, che sta per tornare in tv su La7, ha parlato al settimanale “DiPiù Tv” di come è cambiata la sua vita da quando è stato messo sotto scorta a causa delle minacce da parte del boss Filippo Graviano.

Le minacce del capoclan mafioso, rivolte al conduttore, erano venute fuori quando l’uomo era stato intercettato in carcere tempo fa, nel pieno della pandemia da Coronavirus.

Lo sfogo di Massimo Giletti

massimo giletti


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Il conduttore di “Non è l’Arena” ha fatto un encomiabile lavoro d’inchiesta, accurato e approfondito, sulle vicende del Dap che hanno creato non pochi imbarazzi al ministro Alfonso Bonafede e sulle scarcerazioni dei boss mafiosi, completo di nomi e cognomi.

Lo scoop di “Non è l’Arena” su La 7 ha portato alle dimissioni del presidente del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Francesco Basentini per lo scandalo delle scarcerazioni facili dei boss.

Ha dichiarato Giletti:

“Penso ai tanti giornalisti sconosciuti che indagano sulla mafia e che sono ancora più in pericolo. Senza esitazioni vado avanti per la mia strada”, ha dichiarato Giletti, che domenica 27 settembre tornerà in onda su La7 con “Non è l’Arena”.

Ha ammesso il conduttore:

“Mi sento molto solo, anche se la mia famiglia mi sostiene”.

Giletti, giornalista dalla schiena dritta

Giletti Non è l’Arena

Nonostante sia sotto scorta, non cambierà di una virgola il suo modo di raccontare quello che non funziona e non è corretto in questo Paese:

“Se tutti i miei colleghi avessero fatto la mia stessa battaglia, oggi non sarei sotto scorta”.

Giletti è noto per essere un giornalista dalla schiena dritta. Di recente, in un’intervista a “La Stampa”, si era tornato a parlare della sua cacciata dal servizio pubblico:

“Venni mandato via dalla Rai perché considerato anti-casta e il parallelismo con il M5S era molto facile. Ma credo di avere dimostrato di non essere legato a nessuno. Abbiamo fatto dimettere il capo del Dap. Noi probabilmente non facciamo solo opinione, ma anche fatti”.


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