Azzurre a Tokyo 2020

Netflix, Bonding: trama, cast e curiosità

06/02/2021

Bonding è una irriverente dark comedy targata Netflix, recentemente arrivata alla seconda stagione; breve e molto bollente, la serie racconta del mondo perverso del BDSM e della storia di due studenti del college che vivono una seconda vita da dominatori professionisti.

plkkcehpboiaj09unz7t

Bonding è una serie che doveva semplicemente “tappare” un buco ma, a sorpresa, ha convinto anche i più restii sul tema; non è facile realizzare una serie che non diventi eccessiva quando si tratta un tema come il BDSM, ma la serie ha convinto tutti.

Lanciata nel 2019, il 27 Gennaio scorso sono stati rilasciati gli 8 episodi della seconda stagione sulle vicende di Pete e Tiffany; grottesca, irriverente e a tratti satirica, lo showrunner Rightor Doyle ha lavorato alla serie nonostante le restrizioni dovute alla pandemia.

Trama e cast di Bonding

Netflix-Bonding

Brendand Scannaell (Pete) e Zoe Levin (Tiffany) sono due attori parzialmente sconosciuti al mondo dell’intrattenimento, ma hanno ricevuto critiche entusiastiche per la loro interpretazione nella serie.


Leggi anche: Belen e l’estate bollente: ecco i bikini più belli

Tiffany è una dominatrice professionista che, per mantenere i suoi studi di psicologia, di notte vive di questo particolare lavoro, facendosi chiamare Mistress May; Pete, suo collega e amico, è un aspirante cabarettista che, fortuitamente, scopre l’attività di Tiffinay.

Costretto da ristrettezze economiche improvvise, Pete decide di diventare un assistente dell’amica ma, ben presto, scoprirà un talento che non pensava di possedere nell’arte di dominatore, cosa che lo aiuterà anche con la sua passione del cabaret.

Questa serie, per essere apprezzata, deve essere vista spogliandosi di ogni tipo di pregiudizio, evitando di pensare che ciò che vediamo non appartenga alla realtà.

Il substrato culturale che racconta e rappresenta, in realtà, fa parte di un tipo di società che esiste, ed è ben celata alla luce del sole; una scenografia e una fotografia ottime, rendono i limiti sulla sfera sessuale, eticamente concessi, ancor più affascinanti e convincono lo spettatore a proseguire con la visione.

La protesta delle dominatrici

Bonding

La serie, che si proponeva di sfatare i miti contro i sex workers e le attività sessuali alternative, è stata fortemente criticata dal mondo delle dominatrici.

Su Rolling Stones, nota rivista internazionale, è apparso un articolo che trattava di questo argomento, riportando quanto detto e constatato da chi, nella vita reale, svolge tale lavoro.


Potrebbe interessarti: Netflix, Boris stagione 4 ufficiale: inizio riprese, data e curiosità

Le proteste vertevano principalmente sul fatto che la protagonista, Tiffany, è un concentrato di stereotipi che non fanno fede alla realtà dei fatti; inoltre, la ragazza è caucasica e bellissima, fattore che non rispecchia la eterogeneità delle sex workers.

Mistress Couple, capo delle dominatrici di “La domaine esemar“, ha dichiarato la sua paura riguardo il messaggio della serie:

«La mia paura più grande è che lo show faccia pensare ai giovani che questo lavoro sia una scorciatoia per lucrare sui traumi di qualcuno, che se i clienti non pagano per fare sesso allora questa è una forma più leggera di sex work, più giustificabile»

 

Vito Girelli
Suggerisci una modifica