Netflix in crisi: crollano gli abbonamenti

22/04/2021

Netflix è il colosso dello streaming, lo ripetiamo ormai da anni e ne siamo tutti consapevoli, soprattutto dopo il picco dei 200 milioni di abbonati in tutto il mondo; nell’ultimo trimestre appena concluso però le cose non sono andate come ci si aspettava. Nonostante un leggero incremento di alcuni dati, le attese sono state del tutto disattese. Scopriamo di cosa stiamo parlando.

Netflix

Netflix solo pochi mesi fa festeggiava il traguardo di 200 milioni di abbonati; un risultato storico, soprattutto in un momento non proprio delicato per l’intero settore dell’intrattenimento, dal cinema allo stesso streaming a pagamento.

Nel corso delle indagini di mercato svolte alla fine dello scorso trimestre, gli abbonati sono cresciuti di quasi 4 milioni, a confronto dei 6,29 milioni che ci si aspettava, soprattutto dopo il balzo avvenuto alla fine del 2020.

Considerando l’intero arco dei 12 mesi, il fatturato è incrementato, così come il titolo azionario di Netflix che è cresciuto del 26 %; quali sono i motivi di questo calo? Deludendo le aspettative interne e, di conseguenza, anche gli abbonati?


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Calo degli abbonati di Netflix: le cause

Economy

Mentre gli utili dell’azienda crescono, 1,71 miliardi oggi a confronto dei 542 milioni dell’anno precedente, il Covid e la concorrenza sono comunque due spine nel fianco della grande N.

Il Covid, come commentato anche dai leader aziendali, ha rallentano la produzione, incidendo in maniera considerevole sull’offerta e il rendimento:

“Crediamo che l’incremento degli abbonati paganti abbia frenato a causa dell’accelerazione che era avvenuta nel 2020 e di una minor offerta di contenuto nella prima parte di quest’anno, legata a ritardi nella produzione davanti al Covid-19″.

La tendenza di una totale sostituzione dello streaming a pagamento alla Tv è ormai confermata e sembra un processo irreversibile; HBO Max e Disney + sono competitors molto potenti che hanno costretto l’azienda californiana ad investire oltre 17 miliardi nelle nuove produzioni previste per il prossimo anno.

Per quanto l’app e il servizio possa essere implementato e la pubblicità diventare massiccia e oscurante contro i principali antagonisti, la differenza è dettata sempre dai prodotti e dai titoli offerti. Il cospicuo investimento annunciato farà la differenza ma, inevitabilmente, alzerà la posta in gioco e innescherà una guerra contro le altre piattaforme.


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Tra i due litiganti il terzo gode? Certo, avremo titoli migliori e sempre più belli, fino a quando non ci sarà anche un inevitabile aumento del “canone” mensile.

Vito Girelli
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