Netflix, Lupin polemica: Omar Sy inadatto?

24/01/2021

Lupin è una delle serie di Netflix più seguite degli ultimi giorni e, come al solito, arrivano delle polemiche sulle scelte cinematografiche. L’attore Omar Sy che interpreta Lupin,  di origini senegalesi, è stato additato come inadatto a ricoprire un ruolo storicamente caucasico.

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Lupin è uno degli ultimi remake di Netflix che ha riscosso un ottimo successo; tra i commenti positivi e il grande numero di visualizzazioni, spunta qualche critica al personaggio, soprattutto all’etnia del protagonista.

L’accusa di blackwhasing, ossia di “colorare” la pelle di alcuni personaggi con un tono più scuro, è stata tirata in ballo da molte grandi testate nazionali; il limite del paradosso è convertire un termine utilizzato per le lotte di genere, senza un minimo di coerenza o legittimità.

Omar Sy inadatto per Lupin?

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Omar Sy è un attore francese già apprezzato nel cinema del suo paese, ma con la sua interpretazione nella serie Netflix ha convinto tutti i critici cinematografici.


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Questa polemica fa tornare alla mente l’annuncio di un remake della sirenetta con una attrice “di colore”, e le grida allo scandalo di molti; il politicamente corretto oggettivamente è un qualcosa che sta influenzando molto alcuni produttori, alla ricerca del consenso, ma in questo caso a dissentire è la cultura.

La serie Lupin non è un vero e proprio remake, ma un adattamento di un grande classico della letteratura francese; nella serie Assane Diop deve svelare il segreto della morte del padre e, per farlo, deve rubare una collana molto preziosa.

In aiuto all’uomo arriva il manoscritto delle gesta del ladro gentiluomo che, di fatto, lo aiuta a compiere il furto; in molti ritengono che il personaggio debba essere “storicamente bianco“, ma, a star più attenti, emergono troppi problemi con questa affermazione.

Personaggi della letteratura nel cinema

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La letteratura è una forma d’arte che il cinema omaggia ogni giorno, con dei remake e delle libere interpretazioni; come il cinema anche il teatro prova a riprodurre grandi classici della letteratura, eppure polemiche così grandi non esistono.

Nel mondo del teatro e del musical, molto più spesso di quanto si creda, uno stesso ruolo è reinterpretato da un attore caucasico, asiatico o nero, senza nessun problema, cosa che dovrebbe accadere anche nel più “proletario” intrattenimento tv.

Definire un attore noto per la sua bravura come “un senegalese alto 1.90” è una forma di ignoranza che si scontra contro uno dei concetti basilari dell’arte, come diceva Salvador Dalì: “L’arte è fatta per disturbare, la scienza per rassicurare”.


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Il romanzo di Lupin è francese, un paese che sulla discriminazione etnica è stato uno dei precursori principali: già nel 1789, in una delle leggi proposte durante la rivoluzione francese, appare una legge che vieta il censimento per etnie e razza, riconfermata a gran voce nella legislazione del 1958.

Parlare di blackwhasing non è solo ridicolo, ma soprattutto anacronistico se consideriamo un paese come la Francia, da sempre ricco di etnie che parlano la stessa lingua e vivono la stessa cultura.

Il politicamente corretto sarà anche eccessivo e arrivista a volte, ma lo è ancor di più, scomodare nozioni ben precise per mascherare un velato razzismo.

Vito Girelli
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