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Netflix, Red Dot: trama e trailer

14/02/2021

L’11 Febbraio Netflix ha lanciato un nuovo titolo, diretto da un regista svedese, “Red Dot” è il nuovo thriller horror, ambientato sulle montagne scandinave; un film che potrebbe sembrare una “minestra riscaldata” ma che in realtà va molto oltre le aspettative.

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Netflix sta puntando anche a produzioni originali che possano raggiungere un pubblico alternativo; dopo serie adolescenziali e teen drama come Riverdale, oppure grandi nomi che sono diventati tra i più attesi, come Stranger Things e Vikings, iniziano ad apparire anche dei thriller originali.

Il mondo dell‘horror-trhriller, ormai da anni, vive di un momento di forte down creativo che ha portato, anche gli appassionati del genere, a chiedersi quanto senso abbia guardare anche le ultime uscite, tutte copie l’una dell’altra.

Il cineasta scandinavo Alain Darborg ha girato un nuovo thriller, con un tourning point, ossia un momento di svolta inatteso, che ha reso un film apparentemente banale, degno di essere visto.


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Red Dot, trama e trailer

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La critica si è totalmente spaccata su questo nuovo thriller, alcuni ritengono che un singolo evento narrativo insolito abbia salvato il film, altri lo ritengono una copia di altri titoli già visti con un pizzico di innovazione.

La trama, di fatto, pare essere molto stereotipata: una coppia decide di organizzare una gita romantica tra le montagne ghiacciate svedesi, con la speranza vana di ricucire le ferite di un matrimonio “in fin di vita”.

Durante la loro gita, un misterioso punto rosso, quello di un cecchino con un’arma da precisione, inizia a puntargli addosso; la coppia quando apprende di essere braccata, inizia a fuggire per scampare alla apparente furia omicida.

Nessun attore del film è noto, considerando che sono principalmente attori svedesi, relativamente sconosciuti anche al cinema locale; la scelta di non mettere nomi noti in questi film è strategica, favorisce una minore attenzione sul personaggio e una maggiore voglia di seguire la trama.

Attenzione al cattivo, niente è come sembra

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Il punto critico che ha diviso i critici e gli appassionati al genere, è un punto di rottura improvvisa nella trama; questa svolta nella narrazione permette di cambiare il proprio punto di vista.

In un momento lo spettatore vivrà una sensazione di straniamento che non gli permetta di focalizzarsi su chi è il cattivo e chi non lo è; questo escamotage cinematografico, per alcuni è un colpo di genio, per altri un’ancora di salvezza.


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Ad ogni modo, il film gode di una fotografia niente male, così come la capacità attoriale dei protagonisti, i quali permettono al pubblico di immergersi a pieno nell‘ansia da thriller.

 

 

 

Vito Girelli
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