Oggi è un altro giorno, Valerio Scanu racconta commosso la morte del padre

Cristina Damante
  • Esperta in TV e Spettacolo
03/12/2021

A “Oggi è un altro giorno” condotto da Serena Bortone su Rai 1 è stato intervistato Valerio Scanu. L’ex concorrente di “Amici 2009” e vincitore di “Sanremo 2010” ha ricordato la morte, avvenuta un anno fa, del padre Tonino. Un dolore profondo, che lo ha devastato. 

Valerio Scanu

Tra gli ospiti di Serena Bortone a “Oggi è un altro giorno”, su Rai 1, è intervenuto Valerio Scanu.

L’ex concorrente di “Amici”, dove si è classificato secondo nel 2009, e vincitore del “Festival di Sanremo 2010“, ha parlato della propria famiglia.

In particolare Scanu ha ricordato papà Tonino, morto di Covid il 23 dicembre 2020.

Valerio Scanu e la perdita del papà Tonino

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Il padre di Valerio aveva 64 anni.

Lui è finito in ospedale perché aveva contratto una polmonite, all’inizio minimizzavano al telefono, in videochiamata, come ha spiegato il cantante.

Valerio ha poi raccontato che, quando è successo, il padre aveva febbre e la madre lo ha isolato subito.

Successivamente lo hanno portato in ospedale a La Maddalena, che però non era funzionante.

Quindi l’hanno fatto ricoverare in un secondo ospedale, dove il signor Tonino riceveva tutte le cure dovute. La moglie, madre di Valerio, lo chiamava sempre, poi ad un certo punto non ha più risposto al telefono.

Hanno scoperto che l’avevano traferito in questo terzo ospedale, dove l’avevano messo in terapia intensiva.

La situazione è precipitata. Tonino è stato quasi un mese intubato.

Scanu ha poi aggiunto che suo padre non soffriva di altre patologie.

Anche la madre è stata contagiata, è rimasta isolata in casa fino al 7 gennaio.

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Valerio ha detto che lui cercava di convincersi, credendo che il padre sarebbe guarito improvvisamente. Poi lo hanno chiamato in piena notte, era quasi l’una.

Il medico lo ha avvisato: il padre era in arresto cardiaco.

La mattina successiva il cantante ha chiamato la zia e lei ha raccontato tutto alla madre di Valerio.

Scanu ha sottolineato che se ci fosse stato il vaccino, il padre se lo sarebbe fatto inoculare.

Lui oggi “si avvelena” con i No-Vax, ma – ha concluso – non riesce ad augurare a quelle persone neanche la metà delle cose che ha provato lui, ancora fortemente provato da un lutto che lo ha devastato.