Paola Barale furiosa dopo la sentenza

02/08/2018

Paola Barale infuriata dopo essere stata fotografata in topless a casa sua si è vista rifiutare la condanna per i paparazzi perché il reato non esiste

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Lei è Paola Barale, una showgirl che da tantissimi anni calca i palchi e conosce perfettamente le regole del gioco dei VIP: una volta divenuti famosi, i paparazzi sono come dei mastini.
Più bella sei, più successo hai, più i paparazzi sono pronti a fotografare qualsiasi dettaglio del tuo corpo e della tua vita.

Ma quando viene violata la privacy di casa tua allora qualcosa scatta e l’istinto di protezione si mette in moto.

Paola Barale fotografata in topless denuncia il paparazzo

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L’anno scorso Paola Barale fu fotografata a Ibiza mentre, a casa sua in un residence privato con relativa guardiola di sicurezza per non far accedere estranei, passeggiava senza reggiseno in un momento privato della sua vita.


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Le foto furono pubblicate da Chi: Paola, indispettita e offesa da quelle foto, decise di denunciare l’accaduto.

Il reato non esiste, Paola Barale infuriata

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La magistratura però ha sancito che l’atto compiuto è un reato che non esiste: in sostanza nessuno ha violato la privacy di Paola Barale

Non so se ve lo ricordate, ma l’anno scorso sono stata paparazzata a casa mia a seno nudo, in un mio momento privato e non in topless, e per quanto mi riguarda c’è una bella differenza.
A casa mia, ad Ibiza ,che si trova in un comprensorio privato, (dove per entrare devi superare una guardiola con una sicurezza) appena sveglia la mattina…

Per la terza volta è arrivata l’umiliazione (era già stata chiesta l’archiviazione, ho fatto appello e poi la bella notizia) perché secondo la legge italiana o meglio a detta delle 2 giudici donne che hanno seguito il caso e hanno deciso che il reato non esiste. Secondo la legge o meglio, sempre secondo queste 2 giudici donne non è stata violata la mia privacy. Secondo loro no

Due donne giudici assolvono i paparazzi di Paola Barale

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La delusione è tanta, sopratutto perché il caso era stato affidato a due donne giudici: aggravante secondo la Barale perché potenzialmente più sensibili al problema

Sono indignata ed offesa perché non mi sento tutelata come essere umano e come donna e  come ho già detto più volte, in un momento così delicato per l’universo femminile che sta vivendo un periodo tragico dove tutti i giorni si urla e si chiede rispetto e più tutela , bene mi e vi chiedo se questo vi sembra un messaggio, un esempio di rispetto.

Paola è un fiume in piena che accetta la sentenza ma non condivide, sopratutto per il periodo storico e per quello che sta subendo in questo momento la figura della donna nella società.


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Questo è un affronto è una delinquenza legittimata, un reato, un gesto pari a quello di chi, senza scrupoli, pubblica sui social foto a tradimento di compagni di classe, amici/ conoscenti… bene quando leggiamo con indignazione queste notizie sui giornali, compreso quello in questione, urliamo tutti al bullismo… e questo cos’è? Non raccontatemi che un personaggio pubblico deve accettare tutto lo schifo. In quel momento io ero Paola a casa mia, appena sveglia… non c’era nulla di pubblico. Se fosse successo a voi che archiviate il caso come l’avreste presa? Viviamo in un sistema che fa acqua da tutte le parti, so che ci sono argomenti decisamente più importanti sui quali soffermarci, ma se vogliamo davvero che cambino le cose, le battaglie devono partire da ognuno di noi… a questo punto il procedimento penale è CHIUSO. Accetto, mio malgrado la giustizia se così si può chiamare, e la sconfitta, ma c’è una cosa a cui non rinuncio: la dignità. #accettomanoncondivido