Sanremo 2021: Amadeus resterà a condurre il festival?

31/01/2021

Il comitato organizzativo Rai sta lavorando ancora ad un modo per mettere in scena questo settantunesimo Festival di Sanremo e, dopo le minacce di Amadeus, il presentatore fa “dietrofront” e decide di rimettersi alle decisioni della Rai e del Comitato tecnico scientifico.

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Nonostante le frecciatine sui social e le indiscrezioni che vedevano Amadeus fuori dal Festival da un momento all’altro, arriva la conferma ufficiale: Amadeus resta a condurre il Festival di Sanremo.

Si è passati dalla possibilità di non vedere nessun festival per quest’anno, ad una nave quarantena, passando per un pubblico di figuranti, sino alla nuova possibilità che vedrebbe uno spettacolo parallelo a Sanremo.

La questione è spinosa, si tratta di una guerra che cammina sulla sottile linea di demarcazione tra etica e nomenclatura degli spazi in cui si svolgono i programmi: l’Ariston è un teatro o uno studio televisivo? Amadeus resta fermo sulla sua posizione, ritendendo quel palco un teatro solo di nome, ma non all’atto pratico.


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Le nuove ipotesi sull’organizzazione di Sanremo

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In pochissimi sanno che in realtà il Festival di Sanremo non è sempre stato nel teatro Ariston, infatti la prima edizione del 1951 si svolse nel salone delle feste del casinò di Sanremo; è dal 1956, dopo 5 edizioni, che il Festival viene trasmesso in diretta radio-televisiva, e dal 1978 viene trasferito ufficialmente al teatro Ariston.

La kermesse si è sempre adattata agli eventi e questa volta l’unico che non voleva farlo era Amadeus; dopo qualche giorno però il buonsenso è tornato a scorrere nel direttore artistico che ha deciso di assecondare le decisioni di Rai e Cts.

Cos’è di fatto l’Ariston? Costruito nel 1953, il teatro Ariston rappresentò una svolta nel mondo del teatro per le tecnologie utilizzate per la realizzazione; dopo venticinque anni dalla sua nascita è diventato presto la casa del Festival.

Solo nell’edizione del 1990, in occasione del quarantesimo anniversario della gara, il teatro ospitò eventi paralleli al festival; di fatto questo spazio è sempre stato associato ad uno studio, dove vi hanno preso parte anche altri programmi come “Ti lascio una canzone” e “Sanremo Young“.

Al momento gli esperti stanno dibattendo su cosa sia o non sia questo spazio e se, come da regolamento per gli studi televisivi, l’Ariston possa essere considerato tale e quindi ospitare persone al suo interno.


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L’opinione degli artisti sul Festival 2021

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Gli esperti sono titubanti e nelle prossime settimane avremo un protocollo ufficiale sulla riorganizzazione degli spazi; diversi cantanti che hanno fatto la storia della gara canora si stanno esprimendo in questi giorni.

C’è chi, come Mogol, ritiene che l’Ariston sia un teatro e, in quanto tale, debba seguire la stessa sorte degli altri; c’è invece chi, come Fiorella Mannoia, è molto più pragmatico e vede nella kermesse un’industria:

“Bisogna stare attenti a dire ‘lo rimandiamo’ o ‘se non si fa è uguale’. Non puoi andare in una casa automobilistica e dire, ‘questo modello esce un altro anno’. Non è così semplice perché per fare quel modello di macchina, proprio in quel momento, c’è stato dietro tanto lavoro, di tanta gente. Non so perché, nella scala della cultura noi siamo sempre visti come fanalino di coda”.

Fuori dal coro arriva Albano che ritiene inutile un’edizione di Sanremo senza pubblico ma, a differenza del drastico Amadeus, opterebbe per un Sanremo estivo, restando molto ottimista nel vedere il Covid debellato entro giugno.

Cosa ne sarà di questa edizione? Tra le polemiche sul caso Fedez e problemi organizzativi, questa volta il Festival potrebbe diventare un evento unico, ancor prima di iniziare!

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