Sanremo: L’arma segreta di Amadeus. Ascolti bassi ? Non è proprio così!

06/03/2021

Amadeus è un presentatore che da diversi anni è sempre nelle case degli italiani; che piaccia o meno questo Festival, è un enorme faro di speranza che accende i riflettori sull’arte, sulla musica e si, anche sui teatri. L’arma segreta di questo presentatore è stata la sua forza di volontà nel portare avanti un progetto importante. Ascolti bassi? Si, ma interazioni sui social vertiginose!

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Amadeus è un presentatore che da diversi anni è ospite fisso delle case di milioni di italiani, ogni giorno. Che piaccia o meno, questo Festival di Sanremo non poteva essere rimandato, per diversi motivi.

Il primo punto a favore di un Festival così importante è quello di riaccendere i fari sul settore più colpito di tutti: il teatro. Sanremo storicamente è una gara canora che, solo negli anni ’70, è stata ospitata nel novello teatro Ariston.

Una manifestazione che il direttore artistico avrebbe potuto tranquillamente spostare negli studi televisivi, così come è stato fatto per “L’anno che verrà“; Amadeus però ha avuto dalla sua un’arma segreta: il coraggio.


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Perché non rimandare Sanremo?

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Rimandare Sanremo non è facile, soprattutto quando la macchina si è messa già in moto. Rimandare a casa artisti, musicisti, truccatori e tantissime altre professionalità, dopo che per la prima volta gli è stata data la possibilità di lavorare, di raccogliere quella dignità strappata senza preavviso, non è di certo umano.

Amadeus ha voluto portare avanti un simbolo di speranza; certo, non era normale né umanamente comprensibile accontentare tutti, ma il direttore artistico l’ha fatto puntando sui giovani, dando di nuovo spazio alle Nuove Proposte sul palco, così come i 26 big in gara che rappresentano lo spettro musicale dei nostri giorni.

Ascolti bassi? Non è proprio così!

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Il boicottaggio di Sanremo non è riuscito poi così tanto a chi, per partito preso, ha deciso di non guardarlo. Gli ascolti non sono certamente da record, ciò che è certo è che l’interazione sui social, e sulla stessa app Rai Play, hanno visto numeri senza precedenti.

Twitter, Facebook e Instagram sono state inondate per giorni da impressions su Sanremo; questo risultato è coerente con la scelta fatta dal direttore artistico di puntare sui giovani, nonostante nomi come Marcella Bella, Fausto Leali, Loredana Bertè e, anche in gara, la bravissima Orietta Berti, abbiano deciso di rimettersi in gioco, con la paura fisiologica che circola tra le persone più adulte.


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Quando dite che il Festival non si doveva fare, in quel preciso istante, calpestate la dignità di un settore che è davvero stanco e che, per cinque giorni, ha riportato la musica sul palco. Quante volte avete sentito la parola Covid? Dopo un anno di terrorismo psicologico, uno show ha alleggerito la mente di tutti.

Mi sento anche di rompere la “quarta parete” tra lettore e redattore, perché chi scrive è un cantante che, guardando Sanremo, si è commosso ed ha respirato un po’ di arte e musica, perché mai come in questo momento storico, vedere i musicisti dell’orchestra sorridere mi ha riempito il cuore di gioia.

 

Vito Girelli
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