Sanremo, Marika Ayane: “Finalmente mi diverto”

06/03/2021

Tornata al Festival di Sanremo dopo 6 anni, Marika Ayane porta in brano “Ti piaci così”, che è una canzone sul riconoscersi senza alcuna critica. È un invito a ballare, a cantare, a cambiare strada. È un invito a celebrare se stessi per il semplice fatto che si è al mondo.

Schermata 2021-03-06 alle 12.20.04

Malika Ayane è una dei protagonisti di questo Festival di Sanremo 2021. Lo è stata anche nel 2015, quando è arrivata terza con il brano
“Adesso e qui (Nostalgico presente)”. Il brano che sta presentando in questo 71° Festival di Sanremo “Ti piaci così”  è nella top ten dei brani passati in radio
Il brano in gara e nella top ten dei brani passati in radio. Abbiamo seguito l’artista nella conferenza stampa che ha tenuto questa mattina, sabato 6 marzo 2021, a poche ore dalla finale del Festiva.

Marika, come valuti le tue performance di queste serate? Come ti sei sentita in un palco del genere? C’è chi sostiene che, forse per problemi tecnici, le voci e le vocalità non siano state proprio il massimo.


Leggi anche: Sanremo 2021: il programma ufficiale delle 5 serate

Premesso che io sono una di quelle che quando sente dire che cantare bene non è più una cosa fondamentale si mette a ridere. Ci sono dei livelli vocali molto alti che sono stati oggettivamente penalizzati da dei problemi tecnici. Sarà la mia lungimiranza, sarà forse la mia esperienza, ma ho speso tante nelle prove nelle questioni tecniche. Ho sistemato tantissimi parametri tecnici in previsione di tutti gli imprevisti che possono capitare. La priorità che mi sono data è sempre stata quella di sentire bene e di poter cantare bene. Le persone che sono con me sul palco, sia il direttore d’orchestra sia il pianista, sono le mie orecchie e mi hanno detto che è andato tutto bene.. Non ho trovato particolari disagi.

Schermata 2021-03-06 alle 11.09.29

Il tuo brano si intitola “Ti piaci così”. Come lavori sulla tua interiorità sull’accettazione di te e nel caso dei tuoi difetti?

Nel mio caso è stato un lavoro lungo di tanti anni. Pratico molto yoga, faccio sport di concentrazione come la boxe e mi sono messa a studiare musica  dedicandomi più a cose legate all’interiorità. Dedicarsi al dentro rende tutto più bello anche il fuori.

Ma si può parlare di accettazione o è fuorviante?

Accettazione è un concetto che si considera ancora in senso penalizzante. Invece si tratta di una glorificazione di sé, che è una espressione usata da Amanda Palmer, artista strepitosa. Amare tutto quello che succede è una forma di amare noi stessi. Sentire quello che siamo e quello che facciamo cambia veramente la prospettiva anche di chi si rapporta con noi. Questo non è dire che siamo tutti splendidi, ma che tutto sommato non siamo poi così male.


Potrebbe interessarti: Sanremo 2021: svelata la nuova scenografia

Il tuo brano descrive un desiderio di raccontarsi. Da dove nasce questa voglia? 
Credo che tutto arrivi da un percorso. Sei tu che devi determinare il modo in cui vuoi essere visto, trovo che tutto debba venire con una processo. Nel mio caso non è successo qualcosa di eclatante, solo mi sono resa conto che essere bravi non significa essere solo degli accademici puntuali e precisi, ma anche lasciare più spazio al divertimento, che non per forza vuol dire mancanza di serietà. È arrivato un momento in cui mi sono detta che non avevo troppo tempo a disposizione. Il tempo non è eterno purtroppo. Io sono ossessionata dal tempo, ogni stante è quello che stiamo vivendo.

Schermata 2021-03-06 alle 12.23.05

Un verso della tua canzone recita “È ora che ti guardi”. A chi ti rivolgi? Chi è questo “tu”?
Potrei essere io in certe giornate e potrebbe essere chi lo ascolta. È un tu universale.

Che momento è questo, per te?

Sono proprio contenta, è un momento in cui mi sto proprio divertendo. È bello poterci arrivare con questo senso di bellezza e di libertà.

Sei anni fa eri lì a Sanremo, sei arrivata terza. Al di là della classifica, come sei cambiata, come è cambiata la tua energia rispetto all’ultima presenza al Festival.
Sono cresciuta, sono molto meno preoccupata dal giudizio degli altri. Riguardavo i video del 2015 qualche giorno fa video e devo dire che vedevo proprio l’ansia di chi deve essere solo bravo, cantare bene, fare bene i compiti a casa. Sapevo che quel brano e quell’album erano bellissimi e infatti andò tutto molto bene, ma vedo ancora il terrore di chi ha bisogno di sentirsi legittimato a fare una cosa.

La mancanza del pubblico in sala ha reso tutto più complicato o…
L’assenza del pubblico dà un’idea di spettacolo diversa. Per quanto che mi riguarda, avendo l’orchestra così vicina è stato come cantare per qualcuno e con qualcuno. Mi ha riportata a un mondo che non vedevo da tanto tempo.

Schermata 2021-03-06 alle 12.27.33

Tra gli artisti in gara, chi ti ha stupito di più?

Io sono rimasta molto stupita dalla rappresentante di vista e non sono stata l’unica, visto i risultati che sta portando. Sono giovani e talentuosi. Quello che ho notato è che è l’autenticità il valore aggiunto  di questo Sanremo. Non c’è stata una costruzione machiavellica di quello che bisogna fare a Sanremo. Ci sono importanti artisti con la loro storia che è già costruita, che è in costruzione. Anche i Måneskin si sono riusciti a togliere  di dosso tutti i pregiudizi che avevano addosso, hanno dimostrato essere quello che vogliono essere. Sono molto contenta che ci sia tanta fame intorno.

Schermata 2021-03-06 alle 12.19.21

Sei sempre stata vestita benissimo in questo Festival. Il tuo rapporto con la moda qual è?

Con Giorgio Armani non devo pensare niente. È il vestito che porta i super poteri. Nella vita l’abito credo sia una estensione della personalità, dello stato d’animo e di quello che vogliamo comunicare di noi e di quello che sentiamo. La moda per me è fondamentale. È una estensione della persona.

Come sarai vestita stasera?
Benissimo (ride).

Hai mai pensato di partecipare all’Eurovision?
Adorerei partecipare, ma storicamente non vinco Sanremo, quindi non è un problema che mi pongo (ride). Qualora fosse, il mio sogno è quello di utilizzare un bellissimo collage di più lingue diverse. Sarebbe divertentissimo fare un mischione di lingue che parlo malissimo.

Il 26 marzo esce il Malifesto, il tuo ultimo lavoro. Che cosa ci dobbiamo aspettare?

Malifesto è un gioco con il mio nome che si presta a un sacco di giochini. Questo disco è in qualche modo sempre il proseguo dei due lavori precedente con la differenza che la parte emotiva e la parte estetica sono finalmente riusciti a unirsi. C’è un bell’equilibrio tra una narrazione distaccata da una serie di emozioni e il sentirle. Il lavoro è stato fatto anche dal punto di vista testuale con molti più italiani rispetto ai lavori precedenti. C’è una bella visione collettiva. È molto facile immedesimarsi senza cadere troppo nel drama, cosa che mi viene tanto facile. Sono 10 tracce, tutte intense, una dietro l’altra. Dal punto di vista musicale abbiamo fatto un lavoro di ricerca su quella che è l’estetica musicale della Francia contemporanea. Abbiamo un disco che riesce ad essere caldo pur mantenendo delle sonorità nordiche.

 

Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
Suggerisci una modifica