Sanremo: sul palco la droga con Achille Lauro


E alla fine sul palco di Sanremo arrivò la droga. E quanto sostiene Striscia la notizia, che da tempo ha ingaggiato una vera e propria guerra contro il Festival e contro il suo dittatore-dirottatore artistico, Claudio Baglioni.
E l’idea di don Mazzi si abbatte sul Festival.

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Il tg satirico di Antonio Ricci, nella nuova puntata della saga anti sanremese, ha ora puntato il dito contro Achille Lauro, il trapper interprete del brano “Rolls Royce”. Secondo quanto sostenuto da Ricci&co la canzone, che sta per altro riscuotendo un altissimo gradimento da parte del pubblico, sarebbe un inno all’ecstasy: “Rolls Royce è una pasticca di ecstasy“, tuona Striscia. Che se la prende tanto con Baglioni, reo di aver scelto il brano (“Il direttore artistico era in sé quando l’ha ascoltata e scelta per il Festival di Sanremo?”, si domanda in tono polemico e in modo ironico il Todi Canale 5), quanto con Lauro.

Achille Lauro si professa innocente

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L’artista immediatamente si smarca e, candidamente, ammette la propria ignoranza dietro un laconico “Non lo sapevo”. Naturalmente Striscia non ci sta. Una risposta simile non è una giustificazione. Anzi, è una vera e propria “presa in giro”, tuona. “Ma come, c’è un trapper che non sa (o finge di non sapere) certe cose? Achille Lauro, che si vanta di conoscere bene certi ambienti (in una intervista ha ammesso non solo di aver fatto uso di droghe, ma di essere anche stato un pusher, ndr) non sa che Rolls Royce è uno dei nomi di più comuni per chiamare le pasticche di ecstasy?”.

Achille Lauro e il tapiro d’oro

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La canzone del trapper, dicevamo, piace. A vip e a very normal people. La giuria demoscopica lo vota, le celebrità lo sostengono. E se prima ancora dell’inizio di Sanremo l’artista romano aveva ricevuto un endorcement da parte di Anna Tatangelo, che con lui ha riarrangiato il suo vecchio brano “Ragazza di periferia” (“Il brano di Achille Lauro spacca, sentirete”, aveva dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione del proprio ultimo album, uscito il 7 febbraio), dopo la sua esibizione grandi complimenti gli erano stati rivolti da Andrea Delogu. La conduttrice ha infatti definito “poesia pura” il brano. Ed ecco accorrere subito Valerio Staffelli con il Tapiro d’oro: “Ha detto che la canzone di Achille Lauro è poesia pura”. Ma “sulle pastiglie di ecstasy c’è scritto RR, non lo sapeva?”. La Delogu si difende prontamente: “Io pensavo alla macchina, perché lui nel videoclip arriva su una Rolls Royce”. Poi ammette, dopo la spiegazione dellinviato di Striscia, di sentirsi  “molto in colpa. Ho letto il testo ma non ho visti riferimenti. Ritratterò”. E chiosa: “La droga fa male. Ho sbagliato”.

Don Mazzi contro Sanremo?

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Il don dei don, che si è sempre occupato della questione droga e ha sempre cercato di dare conforto e aiuto a chi ci era caduto dentro, don Antonio Mazzi, va su tutte le furie e, intervistato da Striscia, si sfoga. O meglio, si scaglia proprio contro la Rai e il servizio pubblico che, accusa, “sceglie di mettere in gara una canzone che, non solo inneggia alla droga, ma che contiene una frase che mi sconvolge perché va al di là della droga, ma parla anche della fine (“Voglio una vita così, voglio una fine così”). Non siamo stupidi”.

Naturalmente ce n’è anche per Baglioni, colpevole di aver fatto una vera e propria “ puttanata, e uso questo termine perché è la parola più decente che posso dire”. Don Antonio non riesce proprio a credere alla buona fede della scelta di Baglioni e della sua squadra: “Il conduttore non poteva assolutamente ignorare una cosa così e soprattutto deve avere il coraggio di rimediare a una puttanata di questo genere”. Ossia aver accettato che all’Ariston si desse così ampio spazio alla “cultura di morte che c’è in giro”, facendola passare anche “attraverso la musica”.


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