Selvaggia Lucarelli è quasi morta

- 04/12/2019

Selvaggia Lucarelli racconta del terribile incidente che l’ha quasi uccisa nel 1993:  un colpo di sonno e un volo di diversi metri, la testa rotta e la corsa all’ospedale per sopravvivere, ecco la storia
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Oggi tutti la conosciamo come opinionista, scrittrice e ospite in tv ma, Selvaggia Lucarelli, tutto ciò che è diventata avrebbe potuto non viverlo.
A viverlo è la stessa Selvaggia Lucarelli che, in un post dal suo profilo Facebook, ha voluto raccontare per la prima volta una quasi tragedia avvenuta moltissimi anni fa ma, fino ad oggi, mai rivelata al grande pubblico.
Tanti anni fa Selvaggia sarebbe potuta morire in mezzo ad un campo dopo un incidente stradale che oggi racconta per la prima volta

I primi giorni di dicembre per me sono sempre malinconici perché evocano quel giorno di tanti anni fa in cui non sono morta per un soffio. Per quel soffio che è solo fortuna e che sai di non aver meritato più di altri che non hanno neppure avuto il tempo di pensare ‘Muoio’


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Incidente a Selvaggia Lucarelli: quasi morta ma viva

selvaggia lucarelli grande fratello

Era sabato 4 dicembre 1993, Selvaggia aveva solo 19 anni e da pochissimo tempo si era trasferita a Roma con Gianluca, il suo fidanzato.
Per arrotondare lo stipendio, che all’epoca era veramente poca roba, la coppia aveva trovato un lavoro in una discoteca di Ceri, ecco come andarono le cose:

Si finiva molto tardi e io avevo voglia di andare a dormire a casa dai miei a Civitavecchia per stare con loro almeno la domenica. Sentivo che col mio trasferimento a Roma li avevo feriti. Fu così che quel sabato di dicembre, intorno alle 5 del mattino, Gianluca disse ‘Ti accompagno a Civitavecchia’. La distanza era di circa 40 km, da percorrere sull’autostrada Roma-Civitavecchia. La strada era semi-deserta, io ero così stanca che mi addormentai sul sedile del passeggero. Senza cintura (25 anni fa le cinture non se le metteva quasi nessuno, pensate che scemi)

Una volta chiusi gli occhi per lei il risveglio fu pazzesco e traumatico, leggiamo il suo racconto

Ricordo solo un botto fortissimo. Poi un intenso odore d’erba bagnata. Ero sdraiata in mezzo a un campo, al buio. Non sentivo alcun dolore, solo la testa bagnata. Zuppa. Capii che avevamo fatto un incidente, intravedevo la Fiesta di Gianluca a qualche metro da me. Sentii lui che mi chiamava. Urlava il mio nome come in un telefilm mediocre. Lo chiamai forte anche io. Eravamo vivi. Continuavo a chiamarlo, piangendo. Ora sentivo male al ginocchio, non potevo alzarmi. Vidi una macchina che accostava, in autostrada

Dopo i primi momenti di disorientamento, qualcuno soccorre la coppia e chiama i soccorsi

Un ragazzo si avvicinò a noi con una torcia, mi sollevarono in piedi e mi accorsi che il mio ginocchio destro (la rotula) era fuori dalla sua sede naturale. Mi sentii svenire. Quel ragazzo mi disse che dovevo rimanere sveglia. Gianluca sentiva dolore a un braccio. Quando arrivò l’ambulanza vidi che eravamo usciti di strada quasi a Santa Severa, a 10 minuti da casa mia. C’era una curva, larga, Gianluca lì si era addormentato ed era andato dritto a più di 100 km orari”, ha aggiunto.

La corsa in ospedale di Selvaggia Lucarelli in ambulanza

E infine la corsa in ospedale, i punti di sutura e la consapevolezza di essere una miracolata

Per fortuna in quel punto non c’era guardrail, la macchina era finita in una cunetta, si era ribaltata e poi era tornata dritta, nel campo. Io ero schizzata fuori dal parabrezza.
La mia testa era zuppa perché era piena di sangue. Nulla di grave, 15 punti di sutura esattamente nel centro della testa. Ricordo il trauma nel vedermi con i capelli completamente rossi nel bagno dell’ospedale.
Non potevo lavarli finché non fosse arrivato il momento della rimozione dei punti. Il ginocchio aveva subito una sublussazione. Tenni il gesso un mese

Per poi ricordare tutti quei ragazzi che, giovani e imprudenti, non sono stati fortunati come lei, lasciando per sempre questo mondo per una distrazione, una mancanza di attenzione o semplicemente per colpa d’altri

Il punto esatto in cui avrei potuto avere 19 anni per sempre l’ho guardato ogni singola volta negli anni a venire, quando sono passata per quell’autostrada. Tutti gli anni, i primi giorni di dicembre, io sento l’atmosfera di quei giorni lì, giorni che mi hanno lasciato una discreta paura della macchina, una grande indulgenza nei confronti di chi – molto giovane – è altrettanto imprudente e più sfortunato di me a 19 anni

SoloDonna
  • Scrittore e Blogger

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