Sense 8, Call me by your name e Please Like me: trama e cast

14/02/2021

Tra stereotipi e falsi miti, i titoli a tema LGBT non sono sempre di grande qualità, anzi, la ricerca del politically correct a volte è decisamente ingombrante; ecco alcuni titoli molto apprezzati da un pubblico eterogeneo e acclamati dalla critica!

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Sono alcuni anni ormai che Netflix è particolarmente ricco di titoli a tema LGBT; cosa significhi un film con delle tematiche della comunità LGBT è un argomento molto delicato, di fatto ha generato una grande polemica a riguardo.

Molti utenti, a prescindere dal proprio orientamento o identità sessuale, accusavano Netflix di trattare con troppa semplicità il tema dell’inclusività, affermando che non bastasse inserire personaggi omosessuali per rendere il titolo “LGBT”.

Per non urtare la sensibilità di nessuno, purtroppo, tutte le scelte cinematografiche finiscono per rincorrere un politically correct asfissiante, incidendo negativamente sulla qualità e la veridicità del prodotto finale.


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Nonostante i numerosi film e serie tv con personaggi omosessuali e con identità di genere non comuni, ci sono alcuni titoli che vale la pena guardare, per la loro attinenza alla realtà di una comunità molto più variegata e meno stereotipata di quel che si pensi.

Abbiamo deciso di proporti tre alternative: un film, una serie ed una sit-com!

Call me by your name (2017)

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Primo su tutti c’è sicuramente “Call me by your name” film del 2017, diretto da Luca Guadagnino; il film, nell’adattamento italiano intitolato “Chiamami col tuo nome” è ispirato al romanzo omonimo di Andrè Aciman.

Questo film mostra chiaramente le difficoltà affettive degli omosessuali, nemmeno 20 anni fa, e le perplessità che tutte le persone omosessuali vivono riguardo alla propria sessualità, combattendo contro ciò che è più facile da digerire per la società, e la strada più coerente con sé stessi.

Abbastanza fedele al romanzo, questo film spicca per una fotografia e una sceneggiatura magistrali, prive di stereotipi sul mondo omosessuale, parlando di una realtà che esiste e viene troppe volte sacrificata, in nome di uno stereotipo più “catchy” e rassicurante per lo spettatore medio.


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Il libro ha anche un sequelCercami“, uscito nelle librerie nel 2020; attualmente Guadagnino e la Warner Bros sono al lavoro per la realizzazione anche di un sequel cinematografico.

Sense 8 (2015)

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Sense 8 è una serie tv bruscamente interrotta dopo due stagioni; nonostante il taglio repentino di Netflix, grazie ad una petizione dei fan, è stato girato un film conclusivo per dare un giusto finale alla storia dei protagonisti di questa serie.

Creata e diretta da Lana e Lilly Wachowski e J. Michael Straczynski, è una serie formata da due stagioni e un film finale da due ore e mezza che esprime al 100% diversità, inclusione e allo stesso tempo avventura e fantascienza.

La trama vede 8 prescelti, legati da una connessione mentale primordiale, dislocati in otto nazioni diverse, che scoprono la verità sulla loro abilità sensoriale innata; una organizzazione cerca di catturarli per studiarli e utilizzarli per scopi ben più loschi.

Nella serie le tematiche Lgbt non vengono stereotipate, né utilizzate come contorno per una spalla comica, ma si fondono con tutti i problemi di inclusività, a partire dalla sessualità, sino al colore della pelle e la classe sociale.

I messaggi della serie sono molti e positivi, ma uno su tutti primeggia: non ci sono problemi sociali di serie B o serie A, la lotta per l’accettazione deve essere capillare e costante.

Please Like me (2013)

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Creata e prodotta dallo stand up comedian Josh Thomas, questa irriverente sit-com australiana tratta la storia di un giovane che scopre di essere gay il giorno in cui rompe con la sua ragazza.

Attraverso una forte verve comica e irriverente, in queste quattro serie, disponibili in Italia solo dal 2016, l’universo omosessuale viene dissacrato e commentato “dall’interno” con un occhio critico verso tutti i luoghi comuni che rovinano l’idea della comunità LGBT nella società.

Vito Girelli
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