Serena Bortone si vendica e annienta i suoi detrattori

Susanna Minelli
  • Dott. in Lettere e Storia
04/06/2022

La nota conduttrice televisiva, nel corso dell’ultima puntata del programma che conduce sulla Rai “Oggi è un altro giorno”,  si è voluta togliere qualche sassolino dalla scarpa: “Quando abbiamo cominciato due anni fa in pochi credevano in questo programma…”

Serena Bortone si vendica e annienta i suoi detrattori

Serena Bortone è una delle conduttrici tv più apprezzate della televisione italiana. Ieri si è conclusa la stagione del programma che conduce sulla Rai “Oggi è un altro giorno” e nel corso del suo discorso per salutare tutti i telespettatori da casa si è voluta togliere qualche sassolino dalla scarpa. Come per esempio il fatto che all’inizio della sua avventura con “Oggi è un altro giorno” in molti non credevano che il programma potesse durare a lungo. Bortone, visto il successo conseguito, finalmente si è potuta liberare del peso che portava:

Quando abbiamo cominciato due anni fa in pochi credevano in questo programma. Ci credeva il direttore di Rai1 e per questo lo ringrazio per aver scelto me per questa fascia. E ringrazio le persone che hanno scelto di intraprendere con me questo viaggio umano e professionale, quando ancora ero poco più di una incognita. Insieme abbiamo imparato che nella vita si possono e si devono prendere dei rischi.

Il messaggio di pace di Serena

Serena Bortone si vendica e annienta i suoi detrattori

Serena al termine del programma ha pure voluto lanciare un messaggio di invito alla pace e al rispetto delle diversità. Un tema a lei carissimo e che più volte è stato al centro delle puntate da lei condotte, avendo intervistato spesso esponenti della comunità Lgbt+:

Ringrazio i 1000 ospiti che abbiamo accolto senza mai giudicarli, ci siamo tanto divertiti ma soprattutto abbiamo cercato di illuminare l’Italia del valore, dell’inclusione, della fragilità, della cultura, del sano confronto politico. […] Di illuminare un’Italia in cui tutti hanno il diritto di essere se stessi, di esprimere la propria autenticità.

Insomma un augurio ad essere un paese migliore e rispettoso di tutti i punti di vista e i modi di sentire.