Striscia la Notizia vince ancora: Repubblica condannata

- 30/09/2018

Striscia la Notizia e Antonio Ricci vincono ancora una volta in tribunale: questa volta a farne le spese Ezio Mauro condannato per diffamazione, dopo 12 anni, nei confronti di Antonio Ricci, tutto nasce da un falso annuncio mortuario di Pippo Baudo a Sanremo

antonio ricci striscia la notizia

Striscia la notizia ha spento 30 candeline e durante questi 31 anni di messa in onda del tg satirico  alto dalla geniale intuizione di Antonio Ricci, è stata raggiunta da una vagonata di querele, denunce. Tutte cadute nel vuoto. Nessuna condanna è stata mai comminata al programma di Canale 5.

Ed ecco che anche oggi Ricci può appuntare un’altra medaglia al suo medagliere dei successi.  La Corte di Cassazione, in accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati di Antonio Ricci, ha annullato la sentenza di secondo grado che aveva assolto Ezio Mauro, all’epoca direttore del quotidiano La Repubblica, dall’accusa di diffamazione aggravata ai suoi danni, rinviando la causa al giudice civile.

È stata fatta così giustizia delle irricevibili e contraddittorie argomentazioni giuridiche con cui la Corte d’Appello di Roma (stravolgendo inopinatamente la sentenza di primo grado) aveva assolto il direttore di Repubblica, pur riconoscendo la mendacità e l’offensività di una didascalia in cui si attribuiva a Ricci la responsabilità nella stampa di falsi annunci mortuari di Pippo Baudo

si legge nel comunicato emesso dalla stessa trasmissione.

Antonio Ricci vince: Ezio Mauro condannato per diffamazione

Striscia la Notizia vince ancora: Repubblica condannata

Era il febbraio 1996: durante la 46a edizione del Festival di Sanremo, Pippo Baudo mostrava dal palco dell’Ariston un manifesto funebre che annunciava la sua morte e commentava:

È un brutto scherzo di cattivo gusto che mi ha tirato una tv concorrente

Nel riportare la notizia, La Repubblica attribuiva esplicitamente il macabro scherzo ad Antonio Ricci e a Striscia la notizia.

Ricci aveva immediatamente querelato Ezio Mauro per diffamazione aggravata. Ora, dopo 12 anni, la Cassazione ha rinviato la causa al giudice civile per decidere sul risarcimento dovuto da Repubblica.


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