Vasco Rossi distrutto dal Coronavirus: non riesce più a scrivere

- 22/05/2020

In una lunga intervista confessione con Milena Gabanelli il rockstar italiano Vasco Rossi ammette che il coronavirus gli ha fatto perdere tutta l’ispirazione, senza concerti non sa proprio vivere…

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Senza concerti Vasco Rossi non sa stare. Doveva essere la sua estate, quella ancora una volta di tutti sold out nei più grandi stadi. E invece la pandemia ha fatto saltare tutto. Il rocker italiano ha raccontato il suo stato d’animo a Milena Gabanelli, al Corriere della Sera che gli ha dedicato due intere pagine.

“Quando ho capito che i concerti sarebbero saltati mi è crollato il mondo addosso“. Un mondo cadutto addosso a tanti altri suoi colleghi che hanno dovuto rinviare di un anno la musica live, quella che ogni estate coinvolge milioni di persone.

Vasco non riesce più a scrivere, colpa del coronavirus…


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La cosa più grave che è successa al rocker di Zocca è che durante il lockdown ha perso la sua vena artistica, la voglia di gridare la sua rabbia, raccontata. Non è più riuscito nemmeno a scrivere: “Sono troppo attonito, frastornato, allibito e incantato da questa situazione. Sembrava di vivere in un film di fantascienza“.

Per questo per lui nessuna nuova canzone. “E’ sempre nelle sofferenze più grandi che alla fine si va a pescare quando si scrive. Solo che lo fai quando sono già passate…”. E nella testa della più grande rockstar italiana qualcosa si è fermato. Un blocco momentaneo ma giura che presto tutto riprenderà anche nella sua testa!

La crisi? Vasco aiuta i suoi 30 collaboratori di tasca sua

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No concerti, no lavoro, no guadagni. La crisi economica che ha investito il settore dello spettacolo tocca anche la musica. Ma Vasco non è preoccupato per sè ma per chi ha sempre lavorato con lui, a chi di solito sta dietro alla preparazione di un grande evento. Con Jovanotti e Laura Pausini “avevamo pensato di fare un fondo di solidarietà dove noi artisti avremmo, ognuno secondo le proprie sensibilità, depositato delle cifre. Erano tutti d’accordo”. Ma alla fine, vista la complessità, ogni artista pensa ai suoi ‘ragazzi’: “Io penso alla mia squadra, una trentina di persone più o meno. Così siamo sicuri che quello che facciamo arriva”.

Il dialogo con la Gabanelli è di quelli particolarmente intimi, di due persone che sono amiche anche nella vita di tutti i giorni.

Per me fare i concerti è importante anche dal punto di vista psicologico. Io per fare i concerti mi devo tenere in forma, non mi devo lasciare andare: è un motivo per svegliarmi la mattina. Senza i concerti mi casca un po’ tutto

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