Vieni da me, il dramma di Leo Gassmann

Silvia Tironi
  • Esperta in TV e Spettacolo
07/03/2020

Ospite di Caterina Balivo su Rai 1, il vincitore delle Nuove Proposte di Sanremo 2020 ha parlato del bellissimo rapporto coi suoi genitori. E ha ricordato una persona scomparsa che lo ha segnato profondamente. 

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Ospite del programma pomeridiano di Caterina Balivo, su Rai 1, il giovane Leo Gassmann ha parlato del rapporto con i genitori e soprattutto con un cognome importante come quello che porta. Ha dichiarato il vincitore delle Nuove Proposte di Sanremo 2020, con il brano Vai bene così: «I miei genitori sono stati molto intelligenti e non mi hanno mai fatto sentire il peso del mio cognome».

Leo Gassmann: il rapporto coi genitori e un cognome pesante

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Il padre è il noto attore Alessandro Gassmann, figlio dell’indimenticabile Vittorio Gassmann, e la madre è l’attrice Sabrina Knaflitz, sposatisi nel 1998 dopo 5 anni di fidanzamento. Ha raccontato Leo: «Sono cresciuto con tanto amore […]. I miei mi hanno sempre dato la possibilità di avere il tempo, che è il regalo più bello che si può fare a una persona: fino a 18 anni mi hanno impedito di provare a fare qualsiasi cosa che potesse farmi notare a livello nazionale».

Leo Gassmann e il ricordo di una persona speciale

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Oltre ai suoi genitori, una delle persone più importanti della vita del giovane artista è stato un professore, scomparso prematuramente. Questo il ricordo di Leo, che ha fatto commuovere conduttrice e pubblico: «Il mio insegnante di filosofia del terzo anno del liceo classico, il professor Elio, è stata una delle prime guide, insieme ai miei genitori, che ho avuto nella vita. Al quarto anno fu assegnato a un’altra scuola, ma prima di andare via ci disse: “Ricordatevi sempre di cogliere l’attimo”. Poi dopo tre quattro mesi è morto in un incidente stradale».

Ha concluso Leo Gassmann: «Andai al funerale e un ragazzo della mia scuola, che era stato sempre in disparte e che nessuno aveva mai sentito parlare, lesse una lettera per lui e disse: “Vorrei ringraziare il prof. Elio che è stato l’unico che ha creduto in me”. In quel momento ho capito come una persona può dare un senso alla vita di altre persone che non vengono considerate dalla maggioranza».