Vittorio Cecchi Gori: il Coronavirus gli regala gli arresti domiciliari

08/03/2020

È stata accolta l’istanza della difesa dell’ex produttore, al momento ricoverato all’Ospedale Gemelli. Una volta dimesso, l’ex marito di Rita Rusic, condannato per bancarotta fraudolenta, potrà scontare la pena a casa sua. 

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Quando uscirà dall’Ospedale Gemelli di Roma, dove, al momento, è ricoverato e piantonato dalla polizia, Vittorio Cecchi Gori potrà avere i domiciliari. È stata accolta l’istanza degli avvocati difensori dell’ex produttore e patron della Fiorentina, condannato a otto anni per bancarotta fraudolenta.

Nella decisione del giudice ha inciso l’emergenza Coronavirus

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Una volta che uscirà dalla struttura sanitaria, Cecchi Gori, che soffre di gravi malattie, potrà tornare a casa, ma con la possibilità di sottoporsi a controlli e terapie in ospedale.

Il magistrato di Sorveglianza Angela Salvio ha espresso parere favorevole all’istanza presentata dalla difesa del produttore cinematografico che, «provvisoriamente», potrà scontare la pena tra le pareti domestiche e non in carcere. Per il via libera definitivo manca ancora la pronuncia del Tribunale Collegiale di Sorveglianza che fisserà un’udienza prossimamente.


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Sulla decisione del giudice avrebbe inciso anche l’emergenza legata al Coronavirus. Ecco, infatti, che cosa ha affermato il magistrato Salvio nel suo provvedimento: «Per l’avanzata età e per le patologie importanti da cui è affetto, (Cecchi Gori, ndr) rientra nella categoria di persone più esposte, per le quali le recentissime disposizioni impartite degli organi governativi hanno esplicitamente consigliato la permanenza in ambito domiciliare».

L’appello di Rita Rusic e la lettera di Pupi Avati e altri registi

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Prima della decisione del giudice, l’ex moglie Rita Rusic, concorrente eliminata del Grande Fratello Vip 4, ha fatto un appello in tv a Domenica Live. Ha dichiarato la Rusic da Barbara D’Urso: «Se dovessero portarlo in carcere la sua salute verrà compromessa perché non è autosufficiente, per lui sarà la morte».

Pochi giorni fa, inoltre, registi come Giuseppe Tornatore, Matteo Garrone, Paolo Virzì, Claudio Verdone, Gabriele Muccino, altri cineasti e operatori del grande schermo, capeggiati da Pupi Avati, insieme all’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, sono stati i firmatari di una lettera indirizzata all’ex produttore cinematografico ed ex patron della Fiorentina per esprimergli la loro «solidarietà e vicinanza».

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«È un uomo devastato, se dovesse andare in carcere non resisterebbe più di una settimana», ha dichiarato Pupi Avati commentando le ragioni che lo avevano spinto a chiedere ai colleghi di sottoscrivere la lettera. «Non chiediamo certo di farlo Presidente della Repubblica, ma di concedergli gli arresti domiciliari, considerata l’età e il fatto che non può nuocere a nessuno, ci sembra quanto mai ragionevole».


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Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
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