WakeUpCall l’intervista: orgogliosi della nostra indipendenza

26/06/2020

Dopo il successo di “Tu Non Ascolti Mai” in arrivo tante novità per i WakeUpCall.

3.WakeUpCall 2020 (2)

I WakeUpCall sono una rock band con dieci anni di carriera e più di 400 date in tutto il mondo. Quello che affascina di loro è il carattere ben definito, una cura per i testi con i quali sanno raccontare e raccontarsi, una musica mai banale che nasce dal lavoro di quattro musicisti raffinati e talentuosi. Tommaso e Oliviero Forni sono fratelli, gemelli diversi per svariati motivi: Tommy è più grande di ben quattordici mesi ed è anima e mente del gruppo. Ribelle, quanto basta ha lasciato gli studi, dove eccelleva, per realizzare il suo sogno. Olly, invece, si è laureato al Conservatorio in chitarra classica e compone per spettacoli teatrali di successo. Francesco Tripaldi, Trip, è già papà e quindi si è assunto il ruolo di “maturo” del gruppo che gli riesce bene perché è in effetti qualche anno più grande. Antonio Aronne, gourmet del gruppo, è anche colui che si è occupato del mixaggio del singolo, come batterista e fonico del gruppo. Una band variegata e speciale che vale la pena di conoscere meglio e soprattutto di ascoltare con attenzione. Oggi è Tommaso che si racconta per noi.


Leggi anche: The Rock: morto il padre Rocky Johnson

Avete scelto di pubblicare in pieno lockdown il vostro singolo “Tu Non Ascolti Mai”. Cosa vi ha convinti a farlo? A distanza di un mese, come pensate che abbia inciso sul lancio?
Ogni canzone ha il suo momento e “Tu Non Ascolti Mai” ha trovato in questa pagina di storia il suo. È un brano, il primo scritto come WakeUpCall, al quale siamo molto legati con un messaggio che ci è sembrato consono al momento storico. Così come arrivano le parole e le note, arriva il momento per condividere e nonostante la titubanza iniziale, abbiamo voluto, con questo brano, dare un segnale che fosse positivo. Certamente questo periodo, così irreale, se da una parte ci ha dato la possibilità di essere ascoltati con più attenzione, grazie al fatto che le persone hanno avuto più tempo del solito, sicuramente ci ha privati del piacere di farne la promozione come avremmo voluto. I live sono il nostro punto di forza perché pur non essendo “perfetti”, sono pieni di energia e una carica emotiva forte che regala ai brani sfumature inedite. Ogni serata è unica e irripetibile, può andare bene o meno, ma fissa un momento che comunque non si replicherà. Siamo fiduciosi e pronti per riprendere dove abbiamo lasciato!

Quello che è sotto gli occhi di tutti è una posizione in classifica degna di nota. Vi aspettavate tanto successo?
Io devo confessare che ci speravo, ma non osavo confessarlo neanche agli altri, per timore di rimanere deluso. “Tu Non Ascolti Mai”, ha superato ogni aspettativa portandoci nella classifica degli artisti italiani indipendenti dove ancora siamo a distanza di cinque settimane. Un grande obiettivo per una band come noi che, nonostante dieci anni di attività e più di 400 date in tutto il mondo, è indipendente e ha scelto un momento non semplice per pubblicare un singolo.

Sta di fatto che siete riusciti ad attirare l’attenzione e infatti c’è molto interesse da parte degli addetti ai lavori. È la volta che rinuncerete alla vostra indipendenza?
Siamo molto contenti di essere riusciti a farci notare dagli addetti ai lavori che, com’è ovvio, hanno per noi molto peso. Sono conferme importanti che arrivano da parte di speaker radiofonici, esperti di recensioni musicali, giornalisti. Una bella pacca sulla spalla, che non guasta e un incoraggiamento a fare del nostro meglio per questa musica nella quale crediamo. Se capitasse qualcuno davvero interessato a noi e alla nostra produzione, che volesse seriamente progettare, non avremmo preclusioni. La ragione per cui siamo indipendenti è che non abbiamo ancora trovato chi avesse voluto davvero interagire con noi e la nostra musica. Siamo sempre aperti al confronto ma non a “svendere” qualcosa in cui crediamo, che fa parte di noi. Siamo consapevoli che non si possa piacere a tutti, o meglio si potrebbe se si decidesse di “cavalcare l’onda” della moda del momento. Secondo il mio punto di vista, significherebbe sempre arrivare dopo, oltretutto facendo qualcosa che poi non ci piace. Rispetto le idee di tutti, ma I WakeUpCall continueranno a scrivere la propria musica, consapevoli anche di non poter accontentare tutti, ma sicuramente con qualcosa di originale da raccontare.


Potrebbe interessarti: Ascolti TV: Montalbano stravince contro Celentano

“Tu Non Ascolti Mai” è il primo singolo in italiano, di una rock band come i WakeUpCall che ha sempre cantato in inglese: è la vostra nuova direzione?
Dopo aver scritto per anni in inglese, girato il mondo in un lungo e in largo, è arrivato il momento giusto per crescere ancora artisticamente. Una prova che ci è sembrata molto impegnativa, ma che alla fine si è rivelata naturale. Probabilmente quello che ci preoccupava era di perdere un po’ della verve che l’inglese, più facilmente votato al rock, poteva avere. Invece, ci ha stupito come, con un brano in italiano, il nostro “carattere” rock fosse rimasto assolutamente intatto. Questo ci ha aperto nuovi orizzonti e spinti a scrivere moltissimo. Sono almeno tredici i brani che abbiamo già pronti e un intero live set inedito per un concerto che speriamo di poter portare al più presto in giro, nel pieno rispetto delle regole, in Italia e speriamo anche all’estero dove hanno accolto “Tu Non Ascolti Mai” con tantissimo entusiasmo.

A questo punto siamo molto curiosi di sapere qualcosa di più di questa nuova produzione, puoi anticiparci qualcosa?
Le nuove sono dodici tracce e sono già in fase di produzione. Ogni canzone ha il suo carattere, la sua forma, la sua indipendenza.  Hanno un filone che le lega, lasciandole libere tuttavia.  L’ultima, per esempio, racconta di come spesso si scappi da se stessi, un po’ come viaggiare in tutto il mondo, che essendo comunque tondo, finisce per riportarci sempre al punto di partenza, a casa. Lì, torni a guardarti allo specchio, a guardarti dentro per capire che il vero viaggio sei tu. Canzoni sicuramente più mature e intime che segnano una crescita importante. Stiamo ancora valutando se non sia il caso di raccoglierle tutte in un album, che sarebbe un bel racconto, o pubblicarle una alla volta come singoli. Come al solito rifletteremo confrontandoci come gruppo, cercando di scegliere al meglio.

 

 

 

Silvia Tironi
  • Iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Laureata in Lettere
  • Esperta di: TV e Mondo dello spettacolo
  • Fonte Google News
Suggerisci una modifica
Iscriviti alla Newsletter

Vuoi restare aggiornato sulle notizie, le anticipazioni e le curiosità sul mondo del gossip e della TV? Registrati ora gratuitamente alla nostra newsletter