Chanel: la storia della 2.55

Arianna Preciballe
  • Laureata presso il NID - Nuovo Istituto Design

La 2.55 è una delle borse più famose della storia. L’iconico oggetto, creato da Chanel, è uno dei modelli più desiderati dalle fashion vicdim di tutto il mondo; ma sapete come è nata?

Nata negli Atelier de Verneuil-en-Halatte, tra i modelli firmati Chanel la 2.55 è sicuramente uno dei più apprezzati e, soprattutto, più difficili da realizzare.

Sono infatti necessarie oltre 180 operazioni di produzione per arrivare al prodotto finito, che come tutti quelli che escono dalla maison francese deve avere una qualità eccellente.

La casa di moda controlla minuziosamente le pelli da utilizzare e ogni pezzo viene poi tagliato con cura dalle abili mani degli rtigiani, con una sagoma precisa, per poi essere posizionato e assemblato in modo simmetrico.

Mano a mano, la borsa assume volume grazie ai vari dettagli che la compongono, come la doppia C cucita sulla patta, piatta e al rovescio.

La borsa è costituita da una parte interna più una esterna, che unite diventano l’accessorio unico che tutti noi oggi conosciamo. L’aggiunta dei dettagli completa il tutto, così come l’intreccio della catena, che avviene ovviamente a mano, il posizionamento del fermaglio e la sua incastonatura.

Negli anni sono state tante le versioni che la maison ha proposto: da quella iconica in pelle fino a quella in tweed, tessuto simbolo della casa di moda. Ma come è nata l’idea di proporre tale modello ai propri clienti?

Chanel: la borsa 2.55

Tutto iniziò nel mese di Febbraio del 1955, quando Coco Chanel era alla ricerca di un’idea innovativa da poter presentare alle donne per cui da tempo aveva cambiato gli standard della moda.

In linea con il suo modus operandi, la donna scelse un oggetto pratico e che lasciava alle donne la libertà di movimento necessaria e le mani libere: la borsa a tracolla.

Fu così che diede vita ad una borsa da portare in spalle, con una catena costituita da una serie di catene a maglie piatte di metallo, quelle che tempo prima erano state inserite sulle giacche in modo da farle aderire al corpo.

Il disegno scelto, il celebre trapuntato, riprendeva poi le cuciture del pellame delle giacche indossate dai fantini alle gare. Coco dedicò molta attenzione anche a ciò che la 2.55 doveva contenere e, infatti, decise di inserire sette tasche: sei all’interno della borsa (di cui una “segreta” con zip), per contenere biglietti da visita, porta cipria, rossetto e lettere e una posta all’esterno sul retro della borsa Chanel.