Gucci: la storia di Guccio e del suo marchio

Una delle più famose case di moda al mondo è sicuramente Gucci. Il brand, nato a Firenze nel 1921, è stato fondato da Guccio Gucci, che diede il suo nome all’azienda che inizialmente si occupava di produrre pelletteria e valigie. Ecco come il marchio è diventato quello che conosciamo oggi.

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Guccio Gucci era un emigrato italiano che, dopo aver lavorato per lussuosi hotel di Parigi e Londra, entrò in contatto con l’alta borghesia, acquisendone uno spiccato senso del gusto e dello stile.

Così quando tornò a Firenze, sua città natale, decise di aprire nel 1921 una serie di piccoli negozi che producevano pelletterie ma anche articoli da viaggio come valigie e per l’equitazione, come guanti. Da allora, infatti, i marchi della casa faranno sempre riferimento all’ambito equestre: inizialmente si trattava del disegno di un morsetto e della staffa, fino ad arrivare al nastro verde-rosso-verde ispirato dal sotto-pancia della sella.


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Ben presto la sua fama si espanse e così, insieme ai figli Aldo, Francesca e Rodolfo aprì alcune nel 1938 alcune boutique anche a Milano e a Roma. Grazie alla fantasia del creatore del marchio il brand riuscì a sopravvivere all’autarchia che ha caratterizzato l’Italia fascista, anche con l’introduzione di materiali come lino, canapa, juta e bambù, meno costosi delle pelli.

Ben presto la Gucci diventa una s.r.l. e, dopo essersi affermata in Europa, comincia ad esportare negli Stati Uniti. Nel 1953 i figli maschi Aldo e Rodolfo, poi, apriranno il primo punto vendita Gucci in America, a New York.

Così, nel tempo, verrà data vita ad una serie di iconici capi e accessori che, ancora oggi, sono dei veri evergreen. Dalla prima borsa con il manico di bambù del 1947 al mocassino con il morsetto, nato intorno al 1952.

Personaggi dell’epoca come Grace Kelly, poi, contribuiranno a fare pubblicità al marchio, come per esempio quando nel 1966 Rodolfo Gucci e Vittorio Accornero de Testa crearono per lei il foulard Flora. Anche Audrey Hepburn, Jackie Kennedy, Maria Callas, Wallis Simpson duchessa di Windsor, però, ben presto cominciarono a scegliere l’ormai sempre più famoso marchio contraddistinto dalla doppia G, disegnata nel 1960 da Aldo.


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Negli anni sessanta Gucci comincia ad aprire boutique anche in Asia, (a Tokyo e ad Hong Kong) e nel 1982 l’azienda diventa una S.p.a.

Gucci: dalla morte di Rodolfo ad oggi

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Nel 1983, alla morte di Rodolfo che aveva sostituito il padre dopo la sua morte, avvenuta nei primi anni 50, succede il figlio Maurizio. Nel 1993, poi, la società viene venduta alla InvestCorp. Sarà Tom Ford che rilancerà il brand, quando nel 1994 venne nominato responsabile creativo dell’intera produzione, riuscendo a salvare Gucci dalla bancarotta.

Negli ultimi anni, invece, alla guida della maison è arrivato Alessandro Michele. Genio eclettico e spesso incompreso che, però, è riuscito a raggiungere anche la clientela più giovane. 

Nel 2018 il fatturato del brand ammontava ad oltre 9 miliardi, segno che, dopo quasi 100 anni di storia, il marchio non accenna a cedere ma, anzi, è uno dei più amati al mondo.

Arianna Preciballe
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