Moncler: Thom Browne per il secondo capitolo della capsule collection

Arianna Preciballe
  • Laureata presso il NID - Nuovo Istituto Design

In occasione del suo settantesimo anniversario, la maison Moncler ha dato vita, lo scorso 24 settembre, ad un incredibile spettacolo in Piazza del Duomo a Milano. Da allora sono partiti moltissimi progetti dalla Casa di moda; il più importante di questi si chiama “Moncler Maya 70 Collaborations”. Ecco il secondo capitolo.

Moncler: Thom Browne per il secondo capitolo della capsule collection

Moncler Maya 70 Collaborations è l’ultimo progetto della casa id moda produttrice di abbigliamento out-door. La maison, infatti, ha scelto 7 designer per dare vita a 7 inedite versioni di giacche Moncler Maya 70, nate per celebrare il 70esimo anniversario del brand.

Il 15 ottobre è uscito il primo modello, affidato a Francesco Ragazzi di Palm Angels. Ogni settimana, però, uscirà un nuovo, iconico pezzo; oggi è il momento di Thom Browne.

Moncler: Thom Browne trasforma il piumino in uniforme

Moncler: Thom Browne per il secondo capitolo della capsule collection

I prossimi designer che collaboreranno con Moncler per presentare la loro versione del piumino Maya sono Hiroshi Fujiwara di Frgmt, Rick Owens, Giambattista Valli, Pierpaolo Piccioli e Pharrell Williams.

Insieme a Francesco Ragazzi e a Thom Browne sono tutte persone molto vicine alla maison, che proprio per questo ha scelto loro per firmare questa capsule Collection esclusiva.

Ad immortalare le immagini per la campagna è stato il fotografo e documentarista Platon mentre per l’occasione si sono scelti modelli d’eccezione, come la top model Elsa Hosk, scelta per la giacca ricoperta di fibre ottiche presentata dal brand Palm Angels.

Oggi, invece, è stato il momento di Thom Browne. Lo stilista, che per anni ha guidato la linea Gamme Bleu (il pret-a-porter uomo) del brand di Remo Ruffini, ha deciso di reinterpretare il piumino dandogli uno stile formale ma al tempo stesso sartoriale.

Moncler possiede un heritage importante. Ho voluto reinterpretare il modello Maya secondo la mia visione: l’uniforme di Thom Browne, che risulta quindi plissettata, imbottita, ricodificata.

ha spiegato Thom Browne, che ha scelto di unire in una sorta di collage tessuti di flanella d’angleterre e nylon laqué, applicando sul resto della giacca un vero e proprio completo. Il risultato?  In una parola: maestoso!