Shein batte Amazon: l’app più scaricata del mese

Shein.com è un sito di e-commerce fondato dall’imprenditore cinese Chris Xu solo nel 2018; nel giro di pochissimo tempo il fatturato dell’azienda è diventato molto alto, riuscendo a battere competitors considerati imbattibili come Amazon, diventando l’app più scaricata a livello globale del mese di Aprile. Ad oggi, stando ai rumors, Shein potrebbe approdare in borsa e diventare un leader del settore.

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Shein è una piattaforma di shopping online specializzata nell’abbigliamento e nella vendita di accessori; popolare in occidente e ancora relativamente sconosciuta in Cina, questo e-commerce è riuscito a duplicare il suo fatturato del 2019, 4.5 miliardi di dollari,  in oltre 10 miliardi del 2020.

Nel mese di aprile è stata eletta come l’app più scaricata a livello mondiale, battendo il leader dello shop online Amazon; questi dati fanno ben sperare per il sito fondato da Chris Xu nel 2018.

Si vocifera che Shein potrebbe quotarsi in borsa, aumentando così le sue disponibilità economiche, riuscendo ad avere maggiore capitale per espandersi e diventare sempre più grande.


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Per fare un paragone, il gruppo Inditex (Zara, Stradivarius, Pull and Bear) prima della sua quotazione in borsa aveva un capitale di 9 miliardi, ad oggi è di oltre 100 miliardi.

Shein: perché è così forte?

E, Commerce

Lanciarsi in un mondo così competitivo come l’e-commerce e lo shopping online è una cosa molto difficile; Shein ci sta riuscendo e i motivi sono abbastanza palesi.

La capacità di sfruttare i Big Data per inserirsi nei motori di ricerca, avvalorato dalla manifattura cinese e la possibilità di spedire capi low cost in oltre 200 paesi nel giro di pochi giorni.

Si legge infatti sulla nota rivista Business of Fashion:

“Shein amato dagli adolescenti occidentali e ancora relativamente sconosciuta nel suo Paese d’origine, la Cina, dove è stata fondato nel 2008, utilizza i big data e le capacità di manifattura cinesi per produrre abbigliamento e accessori in tempi record e spedirli oltre confine a 220 Paesi”.

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Vito Girelli
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