Valentino presenta la mostra multisensoriale a Shanghai

Pierpaolo Piccioli porta Valentino a Shanghai e lo fa in maniera innovativa e dal profumo di novità per il noto marchio italiano. Una mostra che ha l’intento di mostrare come la moda sia un cromosoma del complesso DNA che è l’arte nel suo insieme.

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Valentino e le sfilate nei sontuosi palazzi romani saranno presto un piacevole ricordo: Pierpaolo Piccioli, nuovo direttore artistico della maison, punta alla “Ri-significazione”, a raccontare con altre parole e colori la storia del brand.

Definirla mostra sarebbe troppo riduttivo, ma ciò che Piccoli, in collaborazione con Mariuccia Casadio e Jacopo Bedussi, è riuscito a creare difficilmente ha un simile.

Il nome dell’evento è Valentino Re-Signify Part One, il tema della ri-significazione è uno spinoso argomento affrontato in semiotica, semiologia e psicologia. Raccontare un qualcosa appartenente al passato con parole e significati nuovi è la ri-significazione, questo l’ambizioso intento di Piccioli. La Brand Experience, così definita dal direttore artistico, è qualcosa di più, non basta una parola per definirla.


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perché non mi piace, non riesco e mi sembra riduttivo limitare tutto a una parola sola. Me ne servono almeno due

I temi della Brand Experience di Valentino

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Valentino negli anni si è sempre distinto, ma il suo stile altisonante si infrangeva spesso con la corsa verso la modernità che molte altre maison avevano già intrapreso da tempo. Il rosso, la rosa, il valore della Couture targata Valentino si innestano in un percorso che non ha un ordine di percorrenza prestabilito, si può iniziare da qualunque parte.

Installazioni che illustrano artisti, pittori, musicisti e frammenti di film, dialogano in maniera passionale con la moda di Valentino. La rosa, simbolo iconico della maison, è un elemento organico che non giunge ad una morte, è un fiore in continua rinascita che ogni anno si arricchisce di una nuova sfumatura, proprio come Valentino.

La scelta della Cina è per ricominciare, per porre un nuovo tassello nella storia del brand, ma ovviamente anche per precise ragioni di mercato.

la memoria del marchio in Cina è meno radicata, e questo facilita un approccio non ortodosso. Nuovo, in fondo, è ciò che non si conosce

Semiotica e Marketing

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Il tema che Piccioli ha tanto a cuore, il romanticismo, è parafrasato in diverse declinazioni, ed ecco che in uno scatto intitolato “Self-portrait” di Jacopo Benassi, la rosa diventa argentea e macabra. Il romanticismo si sveste dello stile post neo-classico tramandato da Louis-David e dalle rime di Foscolo, e diventa un corpo dinamico, gravitando intorno ad un effetto psicologico che suscita contrasti percettivi.


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L’unica pecca del meraviglioso esperimento semiologico di Piccioli? Le scarpe ed i prodotti in una vetrina immensa in un padiglione industriale di Shanghai. Si sa, il marketing è la linfa vitale delle idee, o viceversa? Difficilmente potremmo dare una risposta all’arduo quesito se il brutale vetrinismo e il guadagno siano in disaccordo con la scelta artistica, o l’unico modo per finanziarla e realizzarla.

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Ciò che rimane una certezza è che la maison ha voluto proporre una brand experience onirica, fatta di sogni plastici che possono essere vissuti anche senza acquistare, la ri-significazione ha dato i suoi frutti, ridando aria ad una gabbia di lustrini e borchie che da troppo tempo erano ancorate ad una vecchia concezione della moda.

Benvenuto al nuovo Valentino e ai nuovi sogni che ha modellato nell’ardente desiderio della sua Brand Experience.

Vito Girelli
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