Zara, Bershka e Pull e Bear 2021: 600 negozi verranno chiusi

Il colosso spagnolo Inditex, che controlla tra gli latri i negozi di Zara, Bershka e Pull e Bear, per il periodo 2020-2021 prevede di chiudere intorno alle 600 unità all’anno, investendo sul digital.

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Il gruppo spagnolo a capo di alcuni fra i più importati brand del mondo ha deciso di dare vita ad un nuovo piano strategico, che rivoluzionerà le modalità di vendita dei marchi che controlla.

Il progetto di Inditex prevede che l’azienda raggiunga quasi 7 mila negozi in tutto il mondo, aprendo 45o nuovi punti vendita e assorbendone (cioè chiudendo o unendo tra loro) circa 1.200, cioè quelli più piccoli.

L’obbiettivo è quello di creare una superficie media più ampia (aumento del 2,5% dello spazio lordo) e, soprattutto, maggiori guadagni.

Inditex: nuovo business model

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Il piano di revisione è già partito e pretende tra le 500 e le 600 chiusure di unità all’anno. Le chiusure, però, non colpiranno solo i negozi meno redditizi ma gli effetti di questo progetto sono volti compensare la perdita di questi punti vendita con l’aumento delle vendite di store adiacenti e dell’online.

Ad oggi la multinazionale spagnola dedicata all’abbigliamento e alla moda possiede Zara, Zara Home, Bershka, Stardivarius, Pull and Bear, Massimo Dutti, Oysho, Uterqüe e Tempe. Il suo fondatore, Amancio Ortega, è uno degli uomini più ricchi del mondo.

Come riportato da MF Fashion questo piano di adeguamento, che è stato accelerato dal Covid-19, è il proseguimento di un processo iniziato già nel 2012. Da allora, infatti, il gruppo ha aperto 3.671 negozi, ha ampliato 1.106 punti vendita e ne ha ristrutturati 2.556 per l’adeguamento tecnologico. 1.729 store, invece, sono stati assorbiti (1.024 solo negli ultimi tre anni).

Mentre il fatturato del 2020 ha registrando una riduzione del 14% le vendite online, invece, sono cresciute fino al 76%. Anche per questo il colosso spagnolo investirà un miliardo di euro sul digital!

Arianna Preciballe
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