Zara: la nuova piattaforma per riparazioni e abbigliamento usato

Arianna Preciballe
  • Laureata presso il NID - Nuovo Istituto Design

Nell’ottica Green che anche il mondo del fashion sta sposando, Zara ha deciso di cambiare politica e trovare un modo per contrastare gli sprechi. Il brand spagnolo, infatti, ha annunciato nelle ultime ore di voler dare vita ad un nuovo servizio di rivendita e riparazione dei capi usati dei clienti. Ma non è finita qui…

Zara: la nuova piattaforma per riparazioni e abbigliamento usato

La moda è il settore più inquinante al mondo e così, soprattutto negli ultimi tempi, sono tanti i brand che cercano di trovare metodi alternativi per confezionare i capi, tessuti a basso impatto ambientale e che sposano il “riciclo”.

È il caso di Zara, che dal 3 novembre proporrà ai propri clienti un servizio di riparazione degli abiti acquisti negli store del brand o online. Per ora l’iniziativa è disponibile solo per chi vive nel Regno Unito ma, si spera, presto si allargherà anche al resto del mondo.

Il servizio, però, permetterà agli acquirenti anche di donare articoli indesiderati (online o in negozio) e di rivendere personalmente i pezzi non più utilizzati.

Zara: la rivoluzione del Second-hand

Zara: la nuova piattaforma per riparazioni e abbigliamento usato

Quella che Zara vuole attuare è una vera e propria rivoluzione; l’azienda, per l’occasione, gestirà i servizi offerti ai clienti tramite il suo sito web e la sua app.

Come? Ai venditori basterà scansionare il codice a barre interno all’indumento, senza la necessità di scattare foto e aggiungere informazioni. Il sito affiancherà automaticamente tutte le informazioni necessarie sul prodotto.

Questo servizio sarà gratis mentre per quanto riguarda quello di riparazione, invece, ci sarà una commissione da pagare. I capi, che potranno essere spediti online o consegnati in negozio, una volta sistemati verranno rimandati all’utente entro 10 giorni lavorativi.

Stiamo chiedendo ai clienti di trovare canali affidabili per i capi che non possono utilizzare, così nulla andrà in discarica. Vedremo come si evolve e come funziona. È una prova. È qualcosa di molto nuovo per l’azienda, quindi vogliamo vedere come funziona nel Regno Unito e ci aiuterà ad avere una panoramica sul mercato reale.

ha fatto sapere Paula Ampuero, responsabile della sostenibilità di Zara.

In questa fase, la piattaforma è concepita esclusivamente come uno strumento per aiutare i clienti a prolungare la durata dei loro abiti e ad adottare un approccio più circolare.

ha sottolineato la donna, che insieme all’azienda sta puntando molto sul mercato dell’abbigliamento di seconda mano il cui valore, nel 2022, è stato stimato intorno ai 71,2 miliardi di dollari.