A te vicino così dolce, il romanzo di Serena Bortone
Serena Bortone ha deciso di raccontare la sua storia nel suo nuovo libro intolato A te vicino così dolce, edito da Rizzoli e che è stato presentato nella giornata di ieri al Maxxi, il Museo Nazionale Arti del XXI secolo. All’interno di questo romanzo sono state mostrate tante incertezze e tanti dubbi tipici degli anni ’80 e fatti vissuti in prima persone emblematici di un periodo pieno di ansie come quello del boom economico.

Il contenuto del romanzo
A proposito del contenuto la scrittrice e autrice ha sottolineato come il penultimo decennio del secolo scorso abbia fatto capire tante cose a livello sociale, che ancora oggi nello scenario attuale fanno sentire il loro peso nonostante siano passati oltre trent’anni. Con questo suo romanzo ha voluto raccontare gli anni ’80 vissuti in famiglie romane altoborghesi, fatti di futilità e spesso di ipocrisia, e quel momento incantato che è per tutti l’adolescenza, velata di insicurezze, sogni, errori, quello spazio oscuro che è la ricerca della propria identità.
La vicenda nei dettagli
Nell’ambito della vicenda del romanzo la Bortone è scesa nello specifico parlando di come l’amicizia e l’amore siano stati dei punti cardine della sua vita e di come anche i ricordi più brutti e dolorosi debbano essere tutelati assieme alle proprie debolezze. Nella fattispecie il romanzo è ispirato a una vicenda che lei ha veramente vissuto nella sua adolescenza. Racconta l’amicizia e l’amore, e uno dei protagonisti è un ragazzo transgender. Coinvolge temi a lei cari, come il diritto a trovare il proprio posto nel mondo, la pulsione verso l’autenticità contro i fariseismi, l’illusione amorosa insieme ingannevole e bellissima, l’importanza di conservare ricordi, anche delle vicende più dolorose, di coccolare la propria fragilità.
Il romanzo, che mostra complicità, tradimenti, traumi e colpi di scena, è molto tenero e avvincente, ma nello stesso tempo doloroso e pieno di coraggio e fa capire quanto siamo disposti a farci ingannare dall’amore. Inoltre si consegna il ritratto di una generazione che scopre di non essere mai stata così libera come le è stato fatto credere di essere.