Achille Costacurta: “Ho tentato il suicidio con il metadone”

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Durante un’intervista rilasciata a “One More Time” il podcast condotto da Luca Casadei, Achille Costacurta ha raccontato la storia della sua infanzia fino al momento in cui ha tentato il suicidio.

Achille Costacurta: “Ho tentato il suicidio con il metadone”
Foto profilo Instagram ufficiale Martina Colombari

Achille Costacurta il figlio il Martina ColombariBilly, durante un’intervista rilasciata al podcast di Luca Casadei “One More Time”, ha raccontato della sua esperienza con le droghe durante il periodo dell’adolescenza, senza tralasciare il racconto del suo arresto per spaccio all’età di soli 16 anni, il tentato suicidio e la diagnosi di ADHD.

Il 21 enne milanese ha ricordato durante il suo racconto tutti i momenti più critici che hanno caratterizzato la sua vita ad oggi molto cambiata grazie al raggiungimento di nuovi obietticonsapevolezze.

Achille Costacurta: “I medici non si spiegano come sia ancora vivo”

Achille Costacurta durante il suo racconto a “One More Time”, ha raccontato in maniera dettagliata tutti i momenti più forti che hanno segnato la sua vita.

‘Ho iniziato a spacciare e mi hanno arrestato’. Con questa frase il giovane fa riferimento a quando durante la quarantena era riuscito a realizzare una rete che gli ha permesso di spacciare molteplici sostanze.

Proprio a fronte di questo, all’età di soli 15 anni e mezzo, venne portato in un centro riabilitativo per iniziare una nuova terapia ed è proprio li che una sera il ragazzo prese la decisione di farla finita.

Riuscì a distrarre i controlli e si intrufolò in infermeria: qui bevve ben 7 flaconcini contenenti metadone.

‘Volevo suicidarmi. Nessun medico sa dirmi il motivo per la quale io sia ancora vivo, perché l’equivalente di sette boccettine di metadone corrispondo a 35/42 grammi di eroina e la gente con un grammo muore’.

A maggio 2024 ad Achille è stata diagnostica la ADHD in una clinica svizzera e prosegue il suo racconto dicendo che, non solo grazie ai farmaci oggi sta decisamente meglio, ma anche il suo rapporto con i genitori (grazie ai giusti percorsi per questa patologia) è nettamente migliorato.