Achille Lauro: nuovo album stile anni ’20

04/12/2020

Achille Lauro torna con un nuovo album. Lo fa tornando indietro nel tempo, agli anni ’20, quelli che gli raccontato sua nonna paterna, guardando i film. Un disco che ‘spezza’ con il suo passato: basta trap e punk rock e con quei vestiti…

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“Ogni giorno mi viene a noia quello che ho fatto il giorno prima e allora cambio”. Cambia tutto Achille Lauro che vuole svoltare: via la trap, via anche il punk rock con cui ha conquistato Sanremo 2019 e basta dance. Basta anche con tacchi a spillo e tutto quello che ha indossato fino ad oggi.

Achille Lauro ha raccontato di voler rivivere gli anni di Gatsby il personaggio interpretato anche da Leonardo DiCaprio. Al Corsera Lauro ha puntato la sua macchina del tempo al 1920: Tre canzoni inedite (dopo 1990 e 1969), tre cover per un nuovo disco, per far discutere ancora di sé.


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Un album ispirato da sua nonna paterna

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Il 1920 sono anni lontani, troppo anche per lui. Ma “ne ho sentito parlare dall’unica nonna rimasta, quella paterna”. Un racconto integrato, “completato con il film come ‘Gli Intoccabili‘. A livello di immaginario sono andato verso l’elegante pur mantenendo una punta controversa che è parte della mia estetica”. Insomma Achille Lauro sarà sé stesso “senza tempo, senza collocazione, ancora più autorale. Intanto ho fatto questo disco leggero che si adatta all’attuale periodo di emergenza“.

Lockdown o no “sono ossessionato dal creare: vivo da due anni fra studi e cantine, non dormo fino alle 7 del mattino e un giorno mi dirò che avrei dovuto vivere di più. Però con la scrittura mi sono autoanalizzato e curato“.

Achille contro i pregiudizi sulle periferie…

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Dal giornata contro la violenza sulle donne al suo lato femminile, fino a un post sul patriarcato:

“La mia generazione è diversa, aperta, globalizzata e si inizia a non vedere più la diversità di genere. Viviamo ancora di stereotipi pericolosi. Bisognerebbe chiedere cosa significhi la libertà ai nostri nonni che hanno combattuto per averla quando non c’era”.

Achille Lauro ama ancora il rap, le periferie ma non i pregiudizi contro di loro. Quelli no.

Il rap scimmiotta un atteggiamento che è molto vivo nelle periferie. Le amo perché sono pregne di arte, quelle facce della gente per dirla alla Pasolini, ma ci sono ancora nuclei di scarsa istruzione e cultura dove la discriminazione prolifera”.


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Ludovico Merlo
  • Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
  • Esperto in: TV, Spettacolo e Gossip
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