Alvaro Morata non vuole vivere a Corbetta: ecco cosa è accaduto

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Alvaro Morata, da quest’anno centravanti del Milan, aveva scelto di stabilirsi in termini di residenza a Corbetta, nell’hinterland milanese, ma il sindaco ha parlato della trattativa su Instagram.

Alvaro Morata non vuole vivere a Corbetta: ecco cosa è accaduto
Foto profilo ufficiale Instagram

La decisione di prendere casa a Corbetta

Questa gaffe del sindaco Marco Ballarini ha costretto l’attaccante a cambiare casa e questa è la notizia senza ombra di dubbio più curiosa di questo giovedì 3 ottobre 2024. Il centravanti aveva scelto di prendere casa nelle scorse settimane a Corbetta, un paese nei pressi di Magenta, un luogo non lontano dallo stadio e nei pressi dell’autostrada per raggiungere Milano. Questa aveva sicuramente rappresentato una scelta inedita per un calciatore, una professione che porta chi veste la maglia del Milan ad andare ad abitare nelle zone più centrali delle città oppure nelle zone più vicine al centro sportivo di Milanello.

Il post del sindaco

Una foto scattata assieme a un tifoso in un bar di Corbetta aveva nascere un sospetto, del quale però non ne aveva parlato nessuno. Tutto è cambiato quanto ieri il sindaco all’ora di pranzo ha scritto un post. In esso ha annunciato come il campione spagnolo fosse un loro concittadino e come stesse ultimando le pratiche per il trasferimento nelle sua nuova (meravigliosa) casa nella nostra città. Malgrado fosse un tifoso dell’Inter ha dato il grande benvenuto a Morata nella famiglia di Corbetta.

Ma le parole dette con piacere non hanno per niente reso felice il campione spagnolo, che ha risposto al sindaco di aver violato la sua privacy e come per fortuna non possedesse alcun bene di valore. L’unico tesoro del quale il calciatore si è dovuto preoccupare sono i suoi figli, per i quali adesso l’incolumità è stata notevolmente turbata. Sempre nel post ha scritto come pensasse che il Comune gli potesse garantire una certa privacy e invece si ritrova di nuova a dover cambiare casa a causa dell’incapacità di utilizzare i social del primo cittadino.