Ambra Angiolini al Giffoni Film Festival: di cosa ha parlato?
Ambra Angiolini, attrice, autrice e sceneggiatrice, è tornata a far parte del cast del Giffoni Film Festival e a Repubblica, oltre ad aver parlato dell’importanza del suo ritorno, ha anche parlato del confronto con i giovanissimi.

Il libro sulla bulimia
In questo caso lei definisce è il tutto come fare un tagliando e come, mentre c’è chi ci va sperando di insegnare qualcosa, lei al contrario lo fa per mettersi in crisi. Non si è quindi tirata indietro davanti alle domande che potevano metterla in crisi e da imprenditrice un po’ emotiva ha cercato di rispondere per smontare e ricostruire. Ambra è riuscita a trasformare le ferite in forza e il suo libro InFame, nel quale racconta la sua battaglia contro la bulimia, diventerà presto un film. Secondo quanto raccontato da lei è una storia molto personale, una ferita che le ha insegnato tanto e quando lo ha scritto ha capito quanto fosse tragicomico, ma anche pericoloso, tutto quello che aveva vissuto. Si tratta quindi di un progetto firmato da lei stessa e che sta scrivendo da sola, esattamente come le ha chiesto il produttore Roberto Proia, ma anche se è bello lavorare in squadra questa volta ha deciso di non apparire e di godersi a pieno questo ruolo di sceneggiatrice.
La scelta di fare soltanto la sceneggatrice
Quest’ultima è una decisione netta e quasi simbolica, che fa capire come lei non voglia apparire, bensì raccontare. Ma non finisce qui, perché a ricevere le sue bozze, spesso anche in piena notte, ci pensa l’ex marito Francesco Renga, con il quale lei dice di avere un ottimo rapporto e anche un bellissimo scambio di idee, motivo per cui gli manda tutto.
Ma i suo percorso con la malattia in pochi forse lo conoscono e lei cerca di leggerlo con coraggio e lucidità, sottolineando come non sia il cibo il suo problema. La scoperta della malattia è stata fatta in aeroporto, momento ha preso un libro, intitolato Tutto il pane del mondo e scritto da Fabiola De Clerq. Quando ha letto che qualcuno vomitava quello che mangiava le venne uno spavento, anche se il libro comunque lo comprò. Il periodo della bulimia corrispose comunque con la fine di Non è la Rai, il programma tv che l’ha resa famosa.