Anna Safroncik: il padre fugge da Kiev, il drammatico racconto

Francesca Naima Bartocci
  • Esperta in: Gossip, Tv e Vip
  • 21/06/2022

    Negli ultimi quattro mesi per Anna Safroncik sono accaduti drammatici eventi. Suo padre ha lasciato Kiev per raggiungerla a Roma insieme alla moglie Olha, e da allora tutto è cambiato.

    Anna Safroncik: il padre fugge da Kiev, il drammatico racconto

    Il padre di Anna Sofroncik è il tenore ed insegnante di canto Ievgen Safronchyk. Scappato da Kiev per raggiungere la figlia a Roma, ha raccontato le sue drammatiche vicende. Intervistati da Fanpage, Anna e il padre hanno aperto il loro cuore nel narrare i drammi della guerra in Ucraina.

    Il padre dell’attrice il prossimo 24 giugno con la moglie Olha terrà un concerto di solidarietà per il popolo ucraino a Roma:

    Il nostro pensiero è sempre stato questo: l’umanità sarà salvata dalla cultura, è l’unico mezzo che ci renderà immortali. È proprio in un momento come questo che c’è bisogno di investire sulla conoscenza e sullo sviluppo emotivo delle persone. Personalmente sento il bisogno di esserci, di dare il mio contributo in ogni modo possibile. C’è necessità di bellezza.

    Attualmente ha tenuto i contatti con i suoi studenti ucraini:

    I corsi non sono stati interrotti, abbiamo fatto lezione online e ora sono in corso gli esami. I ragazzi sono riusciti a preparare il concerto finale: mandano i video a noi insegnanti e noi li passiamo alla commissione universitaria. Ci sono già state diverse adesioni anche per il prossimo anno scolastico: non solo studenti ucraini, ma anche italiani e studiosi da tutto il mondo. Pensi che quando è scoppiata la guerra, buona parte degli studenti erano cinesi: c’è un grande interscambio culturale. (Per lezioni di canto online e iscrizioni all’Università: [email protected]).

    Anna Safroncik e il padre: tanta fiducia nei giovani e nell’arte

    Anna Safroncik: il padre fugge da Kiev, il drammatico racconto

    Il padre di Anna Safroncik ha trasmesso così un messaggio di speranza molto positivo:

    Lo è. La guerra è ancora in corso, ma la situazione sta migliorando, Kiev sta tornando lentamente e ripopolarsi. I mezzi funzionano, quindi la gente si sposta all’interno delle città. Nei negozi ci sono provviste. Certo, c’è una costante paura degli attacchi aerei, ma la vita sta pian piano riprendendo. I cittadini cercano in tutti i modi di tenersi vivi, anche mentalmente.

    Il suo futuro lo immagina ancora a Kiev, nonostante tutte le difficoltà del presente:

    Assolutamente. Desidero tornare al più presto, nonostante mia figlia mi trattenga con tutte le sue forze perché si preoccupa. Ma c’è tanta voglia di tornare a casa. Mi manca la mia vita, la mia quotidianità, più di tutto il mio lavoro. Vediamo se sarà possibile a settembre, vorrei ricominciare l’anno scolastico in presenza.

    La vita culturale di Kiev non si ferma davanti a nulla e il popolo vuole tornare alla vita di sempre:

    I teatri hanno riaperto e gli spettacoli di repertorio hanno ricominciato ad andare in scena. Ai cittadini è concesso tornare a vivere di cultura. Non in tutti i teatri chiaramente, soltanto in quelli collocati negli edifici che al di sotto hanno rifugi anti bombardamento. In caso partano le sirene, ci si torna a rifugiare sotto terra. Naturalmente le programmazioni sono limitate, per rispettare il coprifuoco della sera.