Anne Hathaway, rivelazione shock: “Sono stata cieca per 10 anni”

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Anne Hathaway, in una recente intervista, ha rivelato di essere stata cieca per molto tempo. Qual era la malattia che l’ha colpita.

Foto Anne Hathaway profilo ufficiale Instagram
Foto Anne Hathaway profilo ufficiale Instagram

Anne Hathaway: la malattia

Anne Hathaway ha raccontato per la prima volta di un periodo difficile della sua vita, che finora aveva tenuto nascosto ai riflettori. La celebre attrice ha dichiarato:

Sono stata quasi cieca per dieci anni.

Con queste parole, quindi, ha lasciato di stucco i suoi fan durante un’intervista al podcast del New York Times. Nota per il ruolo di Andy nel film cult Il Diavolo veste Prada, ha rivelato di aver affrontato una grave problematica legata alla vista in un periodo cruciale della sua esistenza, tra i 30 e i 40 anni.

La Hathaway, infatti, ha spiegato di essere stata dichiarata cieca all’occhio sinistro a causa di una forma di cataratta precoce che l’aveva colpita in giovane età.

La resilienza di Anne

Un calvario vissuto con grande resilienza. In effetti, solo dopo un intervento chirurgico risolutivo è riuscita a comprendere appieno la gravità della sua situazione. Ha continuato:

Non mi ero resa conto di quanto fosse compromessa la mia vista finché non ho finalmente potuto vedere di nuovo l’intero spettro dei colori.

L’attrice hollywoodiana, descrivendo il quotidiano con la cataratta, ha affermato che è stato come guardare attraverso un vetro opaco. Così, per lei è diventato complicato leggere, guidare di notte o anche semplicemente distinguere le espressioni sul volto di un amico.

Anne, sempre sull’argomento salute, in un’intervista rilasciata a Elle, si è espressa anche riguardo al ricorso alla chirurgia plastica. Pur smentendo di esservi mai ricorsa finora, non ha escluso del tutto la possibilità di sottoporsi in futuro a un lifting facciale:

Ha, infine, aggiunto che non ci sarebbe nulla di male. Insomma, si tratta di un’affermazione che, certamente, spinge a riflettere sulla libertà personale e sull’accettazione del cambiamento.