Billy Costacurta parla del TSO del figlio Achille: “Il momento più…”
Billy Costacurta, nelle ultime ore, ha rivelato nel podcast One More Time, ha parlato del momento difficile che ha vissuto il figlio Achille.

Billy Costacurta: il ricovero del figlio Achille
Alessandro “Billy” Costacurta ha aperto il cuore in un episodio del podcast One More Time di Luca Casadei, raccontando uno dei momenti più difficili del suo percorso personale: l’adolescenza tormentata del figlio Achille.
Tra i ricordi più strazianti, quindi, spicca il primo ricovero obbligatorio con Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). Costacurta ha descritto il dolore e l’impotenza vissuti vedendo Achille sprofondare in una crisi emotiva talmente acuta da richiedere la sedazione.
L’ex calciatore ha spiegato, ricordando la devastazione emotiva provata, che in quel periodo si sentiva incapace di reagire, ma ha trovato una roccia nella moglie, Martina Colombari.
A differenza sua, Martina affrontava tutto con forza incrollabile, entrando ogni giorno in ospedale per stare accanto al figlio, nonostante la drammaticità della situazione.
Queste difficoltà hanno rappresentato per la famiglia l’occasione per riflettere sul proprio ruolo genitoriale ed esplorare modi per migliorare la relazione con Achille.
La svolta dopo il momento difficile
L’ex difensore ha raccontato come, grazie a una diagnosi finalmente corretta e a percorsi di sostegno mirati, abbiano trovato una nuova chiave comunicativa in grado di ridurre le tensioni familiari. Imparare a porre limiti sani e a dire “no” senza esasperare la situazione è stato un passo cruciale nel ristabilire l’equilibrio familiare.
Per Achille, invece, il percorso è stato ancor più travagliato, segnato da anni di errate diagnosi, irrequietezza interiore e sette ricoveri coatti. Momenti drammatici come quelli in cui è stato legato a un letto d’ospedale per tre giorni o il tentativo di suicidio a soli 15 anni con il metadone hanno lasciato cicatrici profonde.
La svolta è arrivata con la scoperta di soffrire di ADHD, per esteso, disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Così, Achille ha potuto dare un nome al male che lo tormentava: il suo cervello non produceva abbastanza dopamina.
Questo chiarimento ha dato avvio a una nuova fase della sua vita, culminata in un percorso terapeutico presso una clinica specializzata in Svizzera, dove ha iniziato a intravedere la guarigione.
Ora Achille affronta il futuro con forza e consapevolezza rinnovate. Trasforma le esperienze traumatiche del passato in un motore per vivere la vita con determinazione. Per lui e la sua famiglia, questo viaggio rappresenta una vittoria tanto faticosa quanto preziosa.