Bova-Munoz Morales: ecco i contenuti degli audio
Abbiamo visto come Raoul Bova abbia avuto come avvocato la sua ex suocera e adesso è notizia certa come il tentativo di estorsione nei suoi confronti sia il risultato di un’azione studiata a tavolino e come quindi non sia affatto un’azione improvvisata.
L’utenza spagnola che ha disturbato Bova
Alla base di tutto ovviamente ci sono gli audio che l’attore ha inviato a Martina Ceretti, che lui aveva conosciuto due anni prima dei fatti contestati. Gli audio sono stati inviati dopo il loro primo incontro in un hotel milanese. Attraverso alcune conversazioni, che finora erano inedite, si è potuto far luce sul contenuto e sul tono del presunto ricatto e i messaggi che Bova ha ricevuto tra l’11 e il 12 luglio scorsi sono giunti da un numero con il prefisso spagnolo. Quest’ultimo numero apparterrebbe secondo gli investigatori a una persona che adesso è sotto inchiesta per il reato di tentata estorsione. Quest’uomo ha utilizzato quell’utenza tramite un prestanome e lo avrebbe avvertito di essere in possesso di materiale compromettente. Nello specifico quest’uomo avrebbe detto come ci fosse una cosa pesante, anche con audio che confermavano tutto, e come tutto il materiale che aveva in possesso potesse diventare una puntata di Falsissimo, il podcast condotto da Fabrizio Corona, cosa poi realmente avvenuta perché quest’uomo era già in contatto con lui.
La risposta di Bova ai messaggi
Ma l’attore a queste cose avrebbe risposto come non fosse più in una relazione da diverso tempo e come tutto questo non fosse un qualcosa che creava disastro. Così l’interlocutore ha replicato dicendo come fosse meglio così, perché rovinare un matrimonio era la cosa che più di tutte gli dispiaceva. A quel punto Bova ha deciso di chiudere la conversazione dicendo come non fosse più sposato da due anni.
Adesso però la Procura indaga proprio sull’origine del ricatto, anche perché nei messaggi iniziali inviati da quest’uomo a Bova si sente un tono di voce piuttosto determinato. Quest’uomo infatti gli diceva come avesse in mano dei contenuti che a Bova gli avrebbero fatto molto male.
