Calcio in lutto per la morte di Totò Schillaci

Tempo di lettura: 2 minuti

Il mondo del calcio italiano, in particolare di quello siciliano, oggi è in lutto per la scomparsa di Totò Schillaci, l’eroe di Italia ’90 spentosi oggi all’età di 59 anni.

Calcio in lutto per la morte di Totò Schillaci
Foto profilo ufficiale Instagram

Le umili origini

Nato a Palermo nel 1964 (avrebbe compiuto 60 anni a dicembre) è cresciuto nel quartiere San Giovanni Apostolo e apparteneva a una famiglia di umili origini. Ogni volta che è stato ospite nelle trasmissioni televisive ha sempre parlato della sua provenienza sociale e quanto sia stata utile per mantenere i piedi per terra, anche quando la fama calcistica, inevitabile e diventata sempre più grande dopo il primo anno alla Juventus e l’esplosione a Italia ’90, lo ha travolto in tutto e per tutto.

Prima di diventare ufficialmente un calciatore professionista e anche nei primissimi anni in cui lo era aveva fatto diversi lavori, come il garzone e il gommista, che ha potuto abbandonare soltanto quando ha capito che i guadagni all’interno del mondo del calcio potevano bastargli per riuscire a campare.

La carriera calcistica

La sua carriera calcistica vera e propria ha avuto inizio nell’Amat di Palermo e dopo un tentativo non riuscito di passare nella principale squadra del capoluogo siciliano fu acquistato non ancora maggiorenne dal Messina nel 1982. Qui le sue doti di uomo d’area di rigore sono state scoperte da allenatori come il conterraneo Franco Scoglio e soprattutto Zdenek Zeman. La vittoria del titolo di capocannoniere nella stagione 1988/89 con i giallorossi peloritani gli valse la chiamata della Juventus. Nella prima stagione in bianconero mise a segno 15 gol sotto la guida di Dino Zoff ed ecco arrivare il tecnico della nazionale Azeglio Vicini convocarlo per i mondiali del 1990 tenutisi in Italia. Parte come riserva, ma in poco tempo toglie il posto al titolare Andrea Carnevale e con 6 reti diventa capocannoniere della rassegna iridata. Dopo altre due stagioni in chiaroscuro alla Juve passa all’Inter, dove gioca due stagioni, la prima delle quali conclusa dai nerazzurri al secondo posto, prima di chiudere la carriera in Giappone.