Chiara Ferragni in aiuto della ragazze: nessuno può renderci insicure

- 20/11/2020

Chiara Ferragni, icona fashion con 22 milioni di follower torna a parlare di sé, di come ha fatto a superare le sue insicurezze e quel senso di fragilità che percepiva all’inizio della sua carriera.

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Chiara Ferragni ha tutto. Per questo si sente fortunata a 33 anni. Ma quello che ha se l’è guadagnato con il suo lavoro di imprenditrice digitale. Un impero di 22 milioni di follower che le permette  di portare avanti le sue battaglie.

Una di queste è sul concetto di bellezza. L’influencer più famosa al mondo si racconta a La Repubblica e lancia un allarme per le più giovani.

“La nostra vita non si può basare sull’avere un naso perfetto o un corpo che rispecchi i canoni estetici imposti da qualcun altro: tutti abbiamo delle imperfezioni e tutti, purtroppo, possiamo essere attaccati a causa loro. Dobbiamo capire che nessuno si può permettere di usarle per renderci insicuri”.


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La moglie di Fedez e mamma del piccolo Leone, in attesa di una bambina ha deciso di dire la sua, fare qualcosa per le nuove generazioni.

“Mi batto da tanto contro il bullismo reale e digitale perché so che possono avere conseguenze pericolosissime, se non si hanno gli strumenti adatti per combatterlo”.

Chiara sopporta anche le critiche come mamma

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Come ha fatto Chiara Ferragni a superare le sue insicurezze? Semplice “ho imparato a fregarmene quando ho capito che quello che facevo aveva un valore”. Ma la vita per Chiara è cambiata quando “sono andata a Los Angeles e ho iniziato ad avere successo all’esterno. In America mi celebravano, e qui succedeva l’opposto”. Poi le copertine di Vogue, quindi Forbes, la consacrazione. “Solo allora sono stata accettata”. Ora Chiara ha scoperto anche le critiche come mamma.

“Quand’ero più piccola me la prendevo, ribattevo alle offese, cercavo di spiegare le mie posizioni: temevo che il mio lavoro fosse equivocato e sminuito. Poi, con l’esperienza ho capito che era solo una perdita di tempo. Ora faccio al massimo una battuta e poi li lascio parlare da soli. Fa parte del gioco”.

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