Claudia Koll: da musa di Tinto Brass alla fede, la nuova vita
Claudia Koll ha raggiunto grande popolarità negli anni Novanta soprattutto grazie a Tinto Brass. Vediamo cosa fa oggi.

Claudia Koll: la musa di Tinto Brass
Claudia Koll, nata Roma nel 1965, dopo aver conseguito il diploma al liceo classico, inizia gli studi in Medicina, che però abbandona presto per seguire la sua passione per la recitazione.
In seguito, esordisce in televisione nel 1988 con la miniserie Una donna tutta sbagliata. Negli anni Novanta, invece, arriva il ruolo che la consacra al grande pubblico.
In particolare, Tinto Brass la sceglie come protagonista di Così fan tutte, una commedia erotica all’italiana, che le regala molta notorietà. Tuttavia, il successo del film la lega a ruoli di carattere sexy, nei quali non si riconosce, tanto da considerare l’idea di lasciare il mondo dello spettacolo.
Poi, però, Pippo Baudo la invita a co-condurre Festival di Sanremo, occasione che le permette di mostrare una nuova immagine di sé. Da quel momento, accetta ruoli diversi, come, per esempio, quelli ne Cucciolo di Neri Parenti e ne Linda e il brigadiere* al fianco di Nino Manfredi.
Gli ultimi anni del decennio segnano anche il suo ritorno al teatro, dopo una pausa iniziata nel 1991. Sale sul palcoscenico per spettacoli come Alle volte basta un niente* e *La professione della signora Warren.
L’inizio del nuovo millennio segna un momento di profondo cambiamento per Claudia. Infatti, durante il Grande Giubileo del 2000 riscopre la fede, un evento che trasforma sia la sua vita personale sia quella professionale.
Questo percorso spirituale la porta a partecipare a vari progetti religiosi, tra cui la miniserie Maria Goretti (2003) e i film Petali di rosa, e Una cosa in mente – San Giuseppe Benedetto Cottolengo.
La vita di Claudia tra la fede e il desiderio dei riflettori
La vita di Claudia, durante un intervento al programma La volta buona, ha presentato il suo libro Qualcosa di me. Dialogo con un’amica.
La Koll, ormai lontana da tempo dagli schermi, ha rivelato il suo desiderio di tornare a recitare. Ha ribadito con determinazione che, nonostante il percorso intrapreso, rimane un’attrice nel cuore e tornerebbe volentieri sul set.
Tuttavia, il problema centrale resta la scelta del ruolo adeguato. Nel corso dell’intervista, quindi, ha anche parlato dei due figli in affido, descrivendo come queste esperienze abbiano arricchito molto la sua vita.
Ha raccontato l’impatto dell’arrivo piccolo Natanaele e della gioia derivante dalla cura quotidiana e dal tempo trascorso insieme. Ha inoltre menzionato il figlio maggiore, con cui il legame è cresciuto nel tempo, ha trovato finalmente il coraggio di chiamarla “mamma”, un gesto che per lei ha significato tanto.
La sua storia è quella di una donna che, pur rimanendo fedele alla vocazione artistica, desidera conciliarla con i valori e le convinzioni maturate nel percorso di fede che ha cambiato la sua esistenza.