DDL Zan: Chiara Ferragni insulta i politici

Anna Vitale
  • Esperta in TV e Spettacolo
27/10/2021

Nella giornata di oggi in Senato è stata approvata la proposta “tagliola” fatta dalla Lega e da Fratelli d’Italia per il DDL Zan. In seguito alla votazione del Senato, su Instagram Chiara Ferragni ha espresso tutto il suo dissenso attaccando duramente i politici. 

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Da quest’estate è iniziato un vero e proprio scontro nel panorama politico per l’approvazione del DDL Zan. Negli ultimi mesi molti personaggi del mondo dello spettacolo e del web hanno espresso il proprio pensiero in merito all‘approvazione o meno del decreto di legge.

In particolare, Chiara Ferragni e suo marito Fedez in più occasioni hanno dimostrato tutto il loro sostegno all’approvazione del DDL Zan e si sono battuti per far valere il proprio pensiero, ripetendo l’importanza del disegno di legge.

Proprio per questo motivo, nella giornata di oggi l’imprenditrice ha manifestato tutto il suo dissenso su Instagram quando in Senato è stata approvata la  “tagliola” proposta da Lega e Fratelli d’Italia per il ddl Zan.

Chiara Ferragni furiosa attacca i politici

In Senato è avvenuta oggi la votazione a scrutinio segreto per la “tagliola” proposta da Lega e Fratelli d’Italia per il ddl Zan. In pratica verrà saltato l’esame degli articoli e degli emendamenti e si andrà direttamente al voto finale del testo.

In questo modo, si allontana ancora di più la possibilità che la legge contro l’omotransfobia, possa essere approvata. Alessandro Zan poco prima della votazione in Senato ha infatti sottolineato:

“Se passa la tagliola, la legge è morta“.

Dopo l’approvazione della “tagliola” in tantissimi sui social hanno espresso il proprio dissenso; tra questi anco il noto giornalista Emilio Mola, che con un lungo post ha espresso tutta la sua rabbia e delusione per quanto accaduto.

Ed è proprio nei commenti al post del giornalista che si può leggere anche l‘amarezza e la furia di Chiara Ferragni che ha tuonato:

“Che pagliacci senza pa**e”.

Riferendosi a tutti coloro che nei mesi hanno ostacolato l‘approvazione del DDL Zan.