Elisabetta Franchi: arriva la condanna per la famosa stilista
La nota stilista Elisabetta Franchi è finita nel polverone mediatico a causa di alcune affermazioni che l’avrebbero esposta a moltissime critiche. A tal proposito, la donna ha ricevuto una condanna per discriminazione. Ecco che cosa è successo!

Chi è Elisabetta Franchi?
Elisabetta Franchi è una stilista che nasce nel 1968 a Bologna. La sua è una famiglia molto numerosa che cresce senza la presenza di una figura maschile. Elisabetta è ancora molto giovane quando si avvicina al mondo del lavoro e comincia a lavorare come commessa presso una bancarella di abbigliamento intimo al mercato.
Dopo il diploma inizia a lavorare per un’azienda attiva nel settore tessile ed è proprio qui che ha modo di cimentarsi dando sfogo alla sua creatività. Nel 1996 aprirà quindi il suo primo atelier e da qui in poi le sue creazioni otterranno talmente tante consenso da renderla una delle stiliste più importanti in tutta Italia.
Le tristi affermazioni della stilista
La polemica relativa ad Elisabetta Franchi inizia nel 2022 quando la donna ha fatto alcune affermazioni a discapito della donna lavoratrice. La Franchi ha infatti dichiarato che nella sua azienda ha sempre assunto solamente donne over 4o in quanto quelle più giovani potrebbero comportare qualche problematica nel settore del lavoro.
Quando metti una donna in una carica importante, se è molto importante, non ti puoi permettere di non vederla arrivare per due anni perché quella posizione è scoperta e un investitore investe tempo, energia e denaro. Io oggi le donne le ho messe ma sono anta. Se dovevano sposarsi si sono già sposate, se dovevano fare figli hanno fatto figli, io le prendo che hanno fatto i giri di boa e lavorano H24.
Arriva la condanna per Elisabetta Franchi
Queste frasi hanno scatenato l’indignazione generale all’epoca, ma alla fine è proprio in questi giorni che la stilista è stata punita per il suo affronto. Il tribunale di competenza ha infatti descritto il tutto come un atteggiamento discriminatorio nei riguardi della figura femminile.
La sua società dovrà quindi versare 5.000 euro ad un’associazione da sempre attiva nel settore delle discriminazioni e questa sentenza dovrà essere pubblicata su vari quotidiani ovviamente a spese della stilista. Entro sei mesi, inoltre, questa azienda dovrà mettersi in regola per quanto riguarda l’assunzione di nuove figure e l’istituzione dei giusti programmi di formazione.