Eugenio Grimaldi parla della sua battaglia: cosa ha detto?

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Eugenio Grimaldi, compagno di Francesca Chillemi, e facente parte di una nota famiglia di armatori napoletani, ha detto come la vita ti dà e ti toglie, ma come questa volta gli stia dando tanto.

Eugenio Grimaldi parla della sua battaglia: cosa ha detto?
Foto profilo ufficiale Instagram

La felicità per la nascita della bambina

Eugenio, come abbiamo detto, fa parte della famiglia di armatori napoletani che ha fondato il gruppo Grimaldi nel 1947 e adesso ha il ruolo di executive manager nell’azienda che adesso ha una flotta di 150 navi. Ma nonostante ciò si mantiene una persona riservata non resistendo però alla tentazione di mostrare la sua felicità in vista della gravidanza che la compagna siciliana si trova a dover affrontare. L’attrice che ha interpretato Suor Azzurra a Che Dio ci aiuti e il ruolo di protagonista in Viola come il mare è incinta di una bambina, che secondo delle fonti vicine alla coppia verrà al mondo nel prossimo mese di dicembre. La loro storia ha avuto inizio poco più di un anno fa grazie ad amici comuni ed è incentrata in particolar modo sul carattere resiliente di Eugenio, che mette in mostra il suo carattere allegro tipico comunque dei napoletani e che fra le altre cose è cavaliere professionista del Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare.

La malattia

In pochi sanno però che nel 2017 gli venne diagnosticata una terribile malattia, nello specifico il linfoma non-Hodgkin, un vero e proprio cancro del sangue, che però lo ha reso più forte anziché deprimerlo. Di questa cosa ne ha parlato dopo l’ultima gara di equitazione alla quale ha partecipato a Cattolica, animato dal suo desiderio di essere d’aiuto alle tante persone che hanno la sua stessa malattia.

Ha detto in primis che la sua vicenda prova che questo male si può combattere, superare o al massimo si ci può convivere. Anche se lui rimane una persona comunque immunodepressa e per questo motivo fragile la sua battaglia la considera vinta. Secondo lui bisogna avere fiducia e non darsi mai per vinti, esistono anche medici che straordinari e ospedali pubblici d’eccellenza come quello di Bologna a cui si è rivolto. Infine anche nei momenti più difficili bisogna secondo lui legarsi alle proprie passioni.