Ezio Greggio: dopo il terribile errore le scuse sul caso del piccolo Enea

Andrea De Lissandri
  • Content specialist
  • Digital Strategist
11/04/2023
Tempo di lettura: 3 minuti

Ezio Greggio, dopo aver pubblicato ieri sera un video sul delicatissimo caso della mamma di Enea (bambino abbandonato in ospedale) è stato costretto a chiedere scusa per le sue parole. Cosa avrà detto di così grave per sollevare un polverone mediatico?

Ezio Greggio: dopo il terribile errore le scuse sul caso del piccolo Enea

Un video pubblicato dal noto conduttore Ezio Greggio ha creato un vero e proprio caso diplomatico: il popolare comico, già conduttore di Striscia la Notizia e personaggio cult degli anni 80 con programmi come Driven In, ha usato parole molto discutibili intervenendo sul caso la madre del piccolo Enea, il bimbo lasciato alla clinica Mangiagalli all’interno della Culla della vita

L’appello “sbagliato” di Ezio Greggio

L’attore, dopo aver seguito la vicenda, ha voluto fare un appello chiedendo alla madre del piccolo di tornare alla clinica per riprendersi il bambino: le dichiarazioni di Greggio hanno fatto seguito a quelle del professor Fabio Mosca, primario della clinica, che a sua volta aveva chiesto alla donna di ripensarci.

Purtroppo però Ezio Greggio ha fatto arrabbiare tantissimi utenti

Prendi il tuo bambino che merita una mamma vera, non una mamma che poi dovrà occuparsene ma non è la mamma vera

Parole dosate veramente male, che sembravano quasi attaccare tutti quelle coppie che decidono di addottare un bambino, senza considerare il fatto che il padre in tutto questo non è mai stato menzionato.

Ezio Greggio chiede scusa ufficialmente

Resosi conto delle parole eccessive o poco ponderate, oggi Greggi ha voluto metterci una pezza

Rispondo con questo messaggio per rispondere a tutti. Con il Prof. Mosca abbiamo deciso di lanciare entrambi degli appelli per un solo motivo: la mamma di Enea ha lasciato nella ‘culla per la vita’ della Mangiagalli non solo il bimbo ma anche una lettera struggente e piena d’amore, in cui una mamma in difficoltà abbandona il suo bambino tanto amato, sperando che la sua vita sia meglio di quella che le può offrire lei.

L’appello non era volto a far ripensare alla scelta di una madre che non voleva il proprio figlio ma a una madre che probabilmente con l’aiuto di qualcuno che la aiutasse a superare le difficoltà economiche, o personali o familiari, non sentendosi più sola, potrebbe ripensare alla sua scelta e tenere il proprio bambino.

Nessuna polemica quindi verso quelle fantastiche mamme e famiglie che adottano i bimbi abbandonati. E che garantiscono loro amore e futuro come se fossero i veri genitori, anzi talvolta pure meglio. Ribadisco con forza, affetto e convinzione l’appello mio e del prof. Fabio Mosca. Mamma di Enea se ami il tuo bimbo e il tuo desiderio è tenere il tuo bimbo siamo in tanti pronti ad aiutarti. Sei ancora in tempo a ripensarci. Un saluto a tutti voi che avete letto questo appello anche a coloro che non ne avevano capito il senso. W Enea.

Speriamo che la polemica si plachi e che il protagonista di tutto questo torni ad essere il bambino e non il circo mediatico creatosi intorno.