Federica Pellegrini si sbilancia sul parto: “Abbiamo programmato…”
Federica Pellegrini e Matteo Giunta sono entusiasti dell’imminente arrivo della secondogenita. Ecco, allora, che cosa ha detto in una recente intervista.

Federica Pellegrini: l’entusiasmo per la seconda gravidanza
Federica Pellegrini si racconta in un’intervista a La Stampa, dove intreccia riflessioni sul successo femminile e sulla sua vita personale, che al momento ruota attorno alla seconda gravidanza e all’ormai imminente parto.
L’ex regina del nuoto parla delle difficoltà che le donne incontrano nel dover giustificare i propri successi e affronta il tema dei pregiudizi ancora radicati nella società.
Federica, da quando ha smesso di gareggiare, ha riscoperto piccoli piaceri come concedersi qualche sgarro a tavola e dedicarsi ad attività diverse, partecipando anche a Ballando con le Stelle.
Questa nuova fase della sua vita si riflette anche nel lavoro con i giovani atleti che allena insieme al marito, Matteo Giunta, attraverso la loro accademia.
La Pellegrini, ormai al nono mese di gravidanza, mostra il pancione con orgoglio ma non si risparmia battute ironiche con Matteo. Il marito le ha chiesto, scherzando:
Sicuri che non siano due?
La decisione per il parto
Manca poco all’arrivo della seconda figlia, prevista per aprile, e l’ex campionessa conferma che questa volta non opterà per un parto naturale. Queste le sue parole:
Abbiamo programmato il cesareo: il primo parto è stato molto travagliato e ha lasciato un segno, tanto che questa gravidanza non era prevista così a stretto giro. Se per avere Matilde avevamo calcolato pure gli astri del cielo, qui al contrario cercavamo di stare attenti. Che dire? Cerco di viverla in completa incoscienza, perché se solo penso che dovrò gestire due bambine piccole…
Anche sul fronte della prima parola della nuova arrivata sembra già preparata. Così, la Pellegrini ha continuato, parlando con una certa sicurezza:
So già come andrà. Con Matilde la prima parola è stata ‘Bau’. Abbiamo quattro cani e io e Matteo siamo chiaramente in minoranza. Non ci resta che accettarlo.