Fedez e J-Ax insieme in Tribunale

08/11/2021

Una fake news, una di quelle che però ti rovinano l’immagine e per la quale Fedez e J-ax hanno chiesto giustizia rischia di diventare un caso. La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione ma i due rapper non ci stanno: sono stati accusati di essere arrestati con 28 grammi di cocaina in macchina. Un’accusa pesante nonostante chi l’abbia messa in giro sia considerato il ‘re della bufala sociale italiana’.

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Una fake news pericolosa, che ora non viene nemmeno punita. “Fedez e J-Ax arrestati nel cuore di Milano con 28 grammi di cocaina nella macchina”. Una notizia falsa che però fa il giro del web, lo fa velocemente con i loro due nomi. Nomi che vengono ricoperti di fango e insulti. Naturalmente è tutto falso, tutto inventato.

Un comportamento pericoloso che potrebbe non subire conseguenze ora che la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per diffamazione che lo riguarda perché è un noto fabbricante di notizie false. I legali dei due rapper però non ci stanno perché “la disinformazione non può essere considerata lecita”.


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Una notizia pubblica l’8 aprile 2017 su un sito come rollingstone.live, che però non ha nulla a che vedere con l’autorevole rivista musicale americana. Secondo il sito fake, J- Ax e Fedez erano finiti in manette dopo essere stati bloccati nella loro auto contromano in via Montenapoleone a Milano. I due, sono stati trovati in possesso di una bustina di cocaina e prima di essere portati in caserma, avevano giurato che la droga non era la loro.

Tutto inventato, niente di vero con J-Ax e Fedez costretti a fare una smentita ufficiale attraverso l’agenzia giornalistica Ansa e poi a presentare una querela per diffamazione. E ora la beffa…

Il ragazzo è noto come il re della bufala sociale italiana

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Secondo il procuratore milanese questa fake news si colloca nel contesto della disinformazione che spesso caratterizza l’ambito delle notizie dedicate al cosiddetto gossip con la spettacolarizzazione del pettegolezzo.

L’indagato, un ragazzo abruzzese che usa strampalati nomi d’arte, sarebbe noto come “il re della bufala sociale italiana”, non sarebbe nuovo a questo tipo di attività.

Ciò che ha fatto, e che ha ammesso alla Polizia postale, può però “giustificare il diritto al risarcimento del danno” con un’azione in sede civile, avverte il magistrato.


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Ma ai legali di Fedez non basta, vogliono che ci sia maggior chiarezza e che il ragazzo paghi per il suo sbaglio.

Ludovico Merlo
  • Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, elenco Professionisti
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