Fedez prosciolto dall’accusa di calunnia al Codacons

Tempo di lettura: 2 minuti

Si smorzano le nubi per la vicenda riguardante il noto rapper Fedez, accusato di calunnia ai danni del Codacons. L’udienza di oggi alla cittadella giudiziaria di Roma lo ha visto uscire con le mani alzata in segno di vittoria, in quanto per il pubblico ministero ha chiesto il non luogo a procedere nel procedimento che lo vede accusato di calunnia nei confronti della nota associazione di consumatori.

Fedez prosciolto dall’accusa di calunnia al Codacons
Foto profilo ufficiale Instagram

L’esultanza del rapper

L’udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare di Roma è durata tre ore per un nuovo capitolo della diatriba giudiziaria che lo da mesi lo vedere protagonista di un gioco al massacro con l’associazione dei consumatori riguardo a un presunto banner ingannevole pubblicato quattro anni fa sul sito del Codacons per il quale il rapper ha mosso delle accuse. Uscendo dal Tribunale il rapper ha detto:

E’ andata benissimo. E’ l’undicesima volta che un magistrato chiede un proscioglimento: il Codacons si metta il cuore in pace e si dedichi a cose più utili. In aula mi sono difeso affermando che il banner utilizzato per la raccolta fondi fosse ingannevole.

Il responso del pubblico ministero

Per lui il pubblico ministero Antonino Di Maio ha chiesto il proscioglimento dalle accuse affermando che manca l’elemento soggettivo del reato. Adesso il prossimo capitolo sarà il 17 giugno, quando arriverà la sentenza definitiva e prima della requisitoria del rappresentante dell’accusa il rapper si era sottoposto a un interrogatorio sollecitato da lui nei mesi scorsi. Il confronto con le parti è durato 90 minuti nei quali l’imputato ha respinto le accuse affermando che il banner che compariva sul sito dell’associazione era per lui ingannevole e sottolineando che come un comune cittadino ha sentito il dovere di denunciare il tutto ai Carabinieri. Il capo di imputazione diceva:

Fedez accusava falsamente Rienzi (presidente del Codacons) di aver pubblicato un messaggio ingannatorio sul sito internet del Codacons con il quale si sarebbe fatto credere che la raccolta fondi promossa sulla pagina internet www.codacons.it nel mese di marzo del 2020 fosse destinata alla battaglia contro il Coronavirus.