Gianmarco Tamberi si racconta Belve: cosa voleva fare nella sua vita?

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La puntata di oggi di Belve, il programma condotto da Francesca Fagnani della prima serata di Raidue, prevede come ospite l’atleta Gianmarco Tamberi.

Gianmarco Tamberi si racconta Belve: voleva davvero fare l’atleta?
Foto profilo ufficiale Instagram

Il difficile rapporto con il padre

Il campione olimpico di salto in alto si racconterà davanti alla giornalista regalando così al telespettatori un ritratto davvero toccante sia dell’atleta che dell’uomo. A spiccare però sarà il rapporto con il padre, definito persino orrendo, in quanto secondo Gianmarco non avere un buon rapporto con suo padre è stato il più grande fallimento della sua vita. Alla domanda della Fagnani riguardante il punto più basso del suo rapporto con suo padre lui risponderà che sono stati tanti, motivo per il quale il rapporto non è certo diventato irrecuperabile, ma comunque molto complicato per poterci mettere delle pezze.

Il padre imponeva a Gianmarco delle regole molto dure e in merito a questo racconterà come quando aveva 18 anni un genitore lo avrebbe dovuto aiutare a prendere la strada giusta, ma non obbligare un figlio a prendere quella strada, perché le regole un conto è imporsele, un altro conto è scegliere in autonomia e un altro conto ancora è sceglierle per sé. In quel momento quindi si è sentito parecchio tradito dalla figura genitoriale.

Il basket suo sport preferito

Lui ammette quindi di pensare ogni giorno al suo futuro, ma troverà anche parecchio spazio il racconto delle ultime Olimpiadi a Parigi, caratterizzate anche dai forti problemi dovuti alle coliche che non gli avrebbero permesso di conquistare una medaglia. Un peccato perché secondo quanto lui sostiene era sicuramente tra i favoriti per vincerla, perché si sentiva forte. E invece quel momento per lui ha rappresentato un forte dolore, sia fisico che mentale. Ma riguardo allo sport ha detto come fino ai 17 anni abbia giocato a basket. Se avesse continuato a fare il cestista sarebbe stato meno orgoglioso, ma sicuramente più felice.